Quanto costa rifare un tetto?

quanto costa rifare un tetto

Quanto costa rifare un tetto? Questa si che è una bella domanda! Per rispondere ci siamo rivolti agli esperti che ci hanno spiegato come capire il range di spesa massimo a partire da estensione, materiali e condizione del tetto di partenza.

In generale un tetto in perfette condizioni è un investimento che ti farà risparmiare molto denaro nel tempo perché questo proteggerà la tua abitazione ed eviterà dispersioni di calore e infiltrazioni d’acqua.

Il costo di un tetto parte da 100 euro al metro quadro e aumenta in base agli extra aggiunti, come l’isolamento termico, l’installazione di tetti ventilati etc.

In ogni caso il range medio di spesa oscilla tra i 50,00 ed i 200,00 euro al metro quadro.

Fasi del rifacimento del tetto

Per rifare un tetto occorre un preciso iter che passa attraverso lo smantellamento del vecchio tetto e l’installazione del nuovo. Lo smantellamento prevede l’asportazione di coppi o tegole, dei materiali isolanti e delle travi. Successivamente la ditta provvede a sistemare le nuove travi, a impermeabilizzare la struttura portante e ad isolarla termicamente con materiali adatti. Poi verrà creata la ventilazione, verranno montate le grondaie e, infine, posate le tegole o i coppi per la rifinitura.

Il tetto, quindi, non è un semplice riparo superficiale dalle intemperie ma una parte fondamentale della struttura che evita la dispersione termica e le infiltrazioni. Quando arriva il momento di ristrutturare il tetto la prima informazione di cui le persone si preoccupano è quella del costo anche se le decisioni da prendere sono molte di più.

Difatti il costo varia rispetto al tipo di intervento che richiederai alla tua ditta di fiducia, così come dalla grandezza del tetto e dal tipo di materiali che vorrai mettere in posa. Come anticipato il costo del tetto viene stimato al metro quadro includendo anche i costi di manodopera e di smaltimento dei materiali del vecchio tetto.

Infine ci saranno da considerare i costi esterni, come quello del noleggio della gru, dello smontaggio dell’impalcatura e dello smaltimento di materiali nocivi che potrebbero far lievitare notevolmente il conto totale. Il costo dipende quindi da tutte queste variabili che troverai espresse chiaramente nei preventivi che richiederai prima di dare inizio ai lavori. Per una maggiore chiarezza ti mostriamo due delle tipologie di tetto più popolari, con relativi costi e vantaggi, per darti un’idea del costo che dovresti sostenere.

I tetti in legno lamellare

Come saprai esistono differenti tipologie di tetto, tra cui quello in legno lamellare che è uno dei più comuni e richiesti. Il legno lamellare è un materiale che si ottiene da tavole di legno incollate tra loro e viene spesso impiegato per piscine e palazzetti.

Questa tipologia di tetto ecologico ha una notevole resistenza meccanica dovuta alla struttura a pressione delle singole tavole.

Un tetto in legno lamellare ha un costo che si aggira tra i quaranta e i cento euro al metro quadro. Sicuramente è idoneo a zone sismiche mentre è sconsigliato per le zone geografiche molto umide.

Questa tipologia prevede l’impiego di legno a marchio CE, nel rispetto della norma UNI-EN 14080. Si realizza per strutture abitative e commerciali ed è altamente versatile. Il tetto lamellare può essere anche dotato di ventilazione, oltre ad essere una struttura dotata di eccellente copertura coibentata grazie alle naturali capacità di isolamento del materiale che limita le dispersioni ed il surriscaldamento.

Tetti a tegole canadesi

I tetti a tegole canadesi sono caratterizzati da una struttura piatta a differenza dei coppi che sono ondulati. Questo genere di tetti è spesso utilizzato in zone montane, dove la forte pendenza evita pericolosi accumuli di neve e resiste alle forti raffiche di vento gelido.

Questa tipologia di tetto può essere personalizzata anche dal punto di vista estetico dato che offre numerose colorazioni e combinazioni. Il costo di questa tipologia di tetto si aggira sui dieci euro al metro quadro.

Le tegole canadesi sono anche chiamate “scandole bituminose” per via della loro particolare composizione. Sono composte da più strati di materiali organici ed inorganici che si sovrappongono tra loro per poi essere ricoperte da bitume e graniglia di ardesia. Ad influenzare il costo totale di questa tipologia di tetto non vi è soltanto il pregio delle tegole ma anche la forma e l’aspetto estetico.

Un vantaggio di queste tegole risiede nella loro economicità rispetto ad altre che le rende piuttosto accessibili nell’ambito del rifacimento del tetto. Sono tegole leggere e facilmente manovrabili oltre ad essere impermeabili ed isolanti, il che le rende adatte alle zone geografiche dove le temperature sono rigide.

Lavori e costi per rifare il tetto: come interpretare i preventivi

In conclusione i lavori per il rifacimento del tetto passano attraverso una serie di variabili che non riguardano la sola messa in opera. Ricapitolando occorre prima selezionare la tipologia di tetto che intendi realizzare e poi valutare i costi esterni che riguardano lo smantellamento, l’impermeabilizzazione, la ventilazione e il costo di coibentazione del tetto.

Un tetto efficiente deve garantire una protezione adeguata e, quindi, deve ridurre i rischi di infiltrazioni e dispersione del calore, ottimizzando la durata della struttura e i costi in bolletta. Il costo complessivo di un tetto è calcolato attraverso la selezione dei materiali, la manodopera, la grandezza del tetto e il necessario per smantellare e smaltire i detriti del vecchio tetto.

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