Controsoffitti in cartongesso: cosa sono e come si realizzano

Controsoffitto cartongesso

Le controsoffittature, sono elementi strutturali ricchi di vantaggi, sia dal punto di vista estetico che funzionale. Realizzate in materiali diversi, sono sempre più spesso in cartongesso ed è proprio dei controsoffitti in cartongesso che ci occuperemo in questo post.

Cosa sono i controsoffitti in cartongesso?

Il contro-soffitto in cartongesso è un manufatto edilizio realizzato con pannelli di cartongesso che vengono installati nell’intradosso di un soffitto, ovvero nell’area sottostante dello stesso. L’impiego dei controsoffitti in cartongesso può avere varie finalità, tra cui l’isolamento termico e acustico, per nascondere fili o tubature, per questioni estetiche e di illuminazione o per migliorare la resistenza al fuoco. Prima di addentrarci nel pieno dell’argomento facciamo una piccola precisazione sul cartongesso che servirà a comprendere i vantaggi di questo tipo di contro-soffittatura.

Cos’è il cartongesso?

Il cartongesso arriva direttamente dagli Stati Uniti ed è abbastanza recente, perché risale alla fine del XIX secolo. Viene venduto in pannelli la cui dimensione non è standard in tutto in mondo. In Italia troviamo diverse misure tutte da 1.2 metri di larghezza e con spessori diversi a seconda della destinazione d’uso. Pesa pochissimo per essere un materiale da costruzione (tra i 7 e i 9 Kg il metro quadrato) e può essere ignifugo e/o idrorepellente – in questi casi pesa poco di più.

Perché si usa il cartongesso?

Questo materiale edilizio viene venduto sotto forma di pannelli a panino caratterizzati da una lastra di gesso (estratto e costituito da calcio diidrato) e da due pannelli esterni di cartone. La sua capacità termo e fono isolante è dovuta all’impiego di ulteriori materiali isolanti e additivi aggiunti alla lastra interna. Per il controsoffitto vengono impiegate varie tipologie a seconda della destinazione d’uso.

Ha un’ottima resistenza alla flessione e alle sollecitazioni ed è facile da lavorare e tagliare. Vista la semplicità d’uso, è un materiale molto adatto al fai da te, perché non necessita di particolari competenze o attrezzature per essere installato.

Un controsoffitto in cartongesso viene effettuato creando l’intelaiatura necessaria a sorreggere i pannelli, formata da aste di alluminio con sezione a L, posizionate in modo da formare una griglia. I pannelli di cartongesso verranno poi avvitati alla griglia.

Tipologie di cartongesso

Questo significa che troverai lastre di classe A che sono le più comuni e che sono caratterizzate come le lastre appena descritte. Hanno un colore bianco o grigio chiaro e sono anche le più economiche. Le lastre di classe H sono specifiche per le esigenze idrorepellenti, ovvero resistenti all’assorbimento di acqua e indicate per ambienti particolarmente umidi come cucine e bagni.

Quelle di classe F sono resistenti alle fiamme, ai movimenti meccanici e a gas e fumi ma la loro efficacia deve essere abbinata ad un coefficiente o indice REI che stabilisce il tempo di resistenza. Infine ci sono le lastre termoacustiche che sono usate per migliorare l’isolamento di un ambiente in termini di calore e rumori esterni. Queste lastre sono caratterizzate dalla presenza di polistirolo espanso all’interno del cartone esterno.

Qui di seguito un riepilogo schematico di tutte le tipologie di cartongesso impiegato per le controsoffittature:

  • Cartongesso tipo A: adatti a ambienti chiusi senza umidità; sono i più diffusi.
  • Cartongesso tipo E: adatto all’esterno, è riempito con un piccolo strato di pietrisco, sabbia e cemento. Resiste alle intemperie.
  • Cartongesso tipo F: sono i pannelli ignifughi e hanno all’interno del gesso disidratato, fibre di perlite, vetro e vermiculite.
  • Cartongesso tipo H: sono quelli idrorepellenti, ideali per essere installati in zone ricche di umidità e muffe.

Finalità della controsoffittatura in cartongesso

La presenza di varie tipologie di cartongesso ha anticipato grossomodo le ragioni per cui questo viene installato. Nello specifico si applica per migliorare l’isolamento termoacustico in abitazioni o stabili soggetti a dispersione di calore e a rumori esterni molesti. La camera d’aria che si crea tra soffitto e controsoffitto riduce la dispersione del calore e attenua la propagazione del suono. Per questo vengono impiegati pannelli specifici in base alle condizioni di umidità della struttura da controsoffittare. In caso di ambienti esposti a rischio o pubblici possono essere necessarie controsoffittature resistenti al fuoco, soprattutto laddove sia necessario conformarsi alle norme edilizie in caso di rischi di incendio. In questo caso verranno impiegate lastre ad elevato indice REI.

Infine le strutture a soffitto molto alto con necessità di nascondere botole, cavi e tubi potrebbero trovare un giovamento estetico con il controsoffitto. In questo modo si riduce l’ampiezza del soffitto e si migliora l’illuminazione integrando i pannelli con faretti o led. Ovviamente questa struttura aggiuntiva abbassa l’altezza degli ambienti, motivo per cui è bene valutare a livello progettuale l’effettiva fattibilità di una controsoffittatura in cartongesso, senza andare oltre i 2,40 metri per disimpegni e corridoi e 2,70 per gli altri ambienti.

Cartongessi soffitti: tutti i vantaggi

Certamente il primo vantaggio di avere un controsoffitto in cartongesso è quello estetico: riescono a coprire tubi o imperfezioni del soffitto, sono ottime sedi per illuminazioni moderne a led, ma sono anche elementi fondamentali per il risparmio delle energie domestiche, come nel caso del riscaldamento. Vediamo in questo breve elenco cosa intendiamo.

  • Alleati dal punto di vista termico: inserire un controsoffitto in cartongesso significa avere a disposizione dello spazio per inserire dei pannelli isolanti, e quindi per migliorare l’isolamento termico.
  • Aiutano l’isolamento acustico: riducono drasticamente i rumori provenienti dal piano superiore, come i rumori da calpestio, e allo stesso tempo riducono l’emissione di rumore dall’appartamento.
  • Offrono spazio aggiuntivo: i controsoffitti possono nascondere vani e ripostigli utili per contenere le cose che si usano meno, come gli addobbi di Natale.

Controsoffitti in cartongesso: tipologie

Premesso che si tratta di un materiale estremamente versatile che consente di avere un controsoffitto personalizzato, possiamo suddividere i tipi di montaggio del contro soffitto in questo modo:

  • Uniforme: è il contro soffitto in cui non si vedono giunti di collegamento tra un pannello e l’altro, grazie alla copertura dei giunti con della garza cementata e poi scartata.
  • Con giunti a vista: lasciare le barre a vista, come spesso viene fatto nelle aziende o negli uffici, è utile perché consente di inserire i pannelli senza fissarli e quindi di poterli aprire in qualsiasi momento per, ad esempio, ispezionare l’impianto nascosto sotto.
  • Faretti led incasso cartongesso: esistono pannelli che hanno già l’incasso dei faretti a LED. Possiamo anche montare il cartongesso formando uno scalino in cui inserire l’illuminazione LED che desideriamo.

Come si monta un controsoffitto in cartongesso

Il montaggio di un controsoffitto in cartongesso è relativamente semplice a patto che si possieda una conoscenza minima che riguardi l’utilizzo di determinati attrezzi da lavoro. Vediamo nel dettaglio qualche indicazione aggiuntiva.

Il controsoffitto si compone di due parti: un’orditura metallica che si aggancia al solaio e dai pannelli (di forma standard o tagliati ad hoc) che dovranno essere inseriti e fissati all’orditura.

L’orditura è caratterizzata da tiranti verticali e tiranti a U. I primi servono a fissare l’orditura al soffitto per mantenerla sospesa. In commercio esistono diverse misure tra cui scegliere a seconda di quanto deve misurare lo spessore tra l’intradosso e i pannelli. I tiranti a U si fissano ad incastro tramite viti autofilettanti e servono a fissare i pannelli.

Progetta in scala la controsoffittatura

Per procedere occorre disegnare la pianta in scala della controsoffittatura e dell’orditura metallica sulla quale andrà avvitata il resto della struttura e i pannelli. Questo consente di prevedere il numero di pannelli e di tiranti necessari, velocizzando e ottimizzando il lavoro. Inoltre si dovrà stabilire l’altezza e livellare la misura su tutte le pareti della stanza da controsoffittare.

Per un lavoro più preciso consigliamo di usare cordino tiralinee e di partire da un angolo della stanza da cui fissare il primo tirante verticale per poi procedere con gli altri tre seguendo la logica diagonale. Questo assicurerà una precisione migliore per il fissaggio dell’orditura.

Montaggio finale

Una volta montate le barre di alluminio e fissate con gli appositi tasselli alla parete, possiamo posare i pannelli, avendo cura di far uscire i fili elettrici che servono per l’illuminazione – qualora presenti. I pannelli vanno fissati con le viti e poi sarebbe bene aggiungerne altre in diversi punti per aumentare la stabilità. Poi:

  • Coprire le giunture tra i diversi pannelli con della garza plastificata e la colla. Lasciare asciugare
  • Intonacare e stuccare le pareti. Lasciare asciugare.
  • Carteggiare per rendere uniforme la superficie.
  • Applicare un isolante per cartongesso. Lasciare asciugare
  • Pitturare.

Per approfondire: controsoffitto in cartongesso curvo.

Realizzare un controsoffitto in cartongesso: ecco cosa ti serve

Per un lavoro preciso e veloce ti occorrono metro, righello, matita, cordino tiralinee, cordino in nylon, livella, taglierino, avvitatore, seghetto per metallo e spatola. I materiali a consumo necessari sono i tiranti, i giunti, i pannelli, le viti autofilettanti, le garze autoadesive per i giunti e lo stucco.

Come scegliere i pannelli in cartongesso?

La normativa di riferimento per le controsoffittature in cartongesso è la UNI EN 13964/2007. Questa stabilisce i parametri di sicurezza riguardo la resistenza a fiamme, carichi, flessione, isolamento acustico e termico, sicurezza delle materie prime per la salute tra cui l’assenza di fibre in amianto.

Ecco perché bisognerà acquistare solamente pannelli contraddistinti dalla sopra citata certificazione garantita dall’apposito marchio CE. La dimensione delle lastre standard è di 120×200 cm con spessore di 9,5 millimetri ma sono misure che possono variare in base alla destinazione d’uso.

 

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