Camino: modello aperto o chiuso?

Quando si pensa al riscaldamento domestico, è inevitabile evocare l’immagine della famiglia raccolta intorno al camino per trovare un po’ di riparo dal freddo pungente. Il camino è in effetti uno degli elementi utilizzati con più frequenza per riscaldare casa, è facile infatti trovarlo soprattutto nelle abitazioni più ampie e unifamiliari.

Al giorno d’oggi sul mercato ci sono innumerevoli proposte, ma i proprietari scelgono la soluzione più tradizionale, ossia il camino a fuoco aperto. Qui si trae infatti un immediato beneficio, poiché il calore sprigionato dalla legna che arde si diffonde in maniera abbastanza rapida nell’ambiente ove il camino è installato. Rispetto al passato i modelli più recenti sono progettati per garantire la massima efficienza possibile. Grande attenzione è infatti riposta alla presa d’aria o alle dimensioni del focolare vero e proprio. Diversi sono anche i materiali specifici per la costruzione dei camini. Alcuni infatti hanno un interno in ghisa o acciaio, con base molto profonda che è utile soprattutto per quei modelli che possiedono anche la capacità di riscaldare acqua, i cd. termocamini.

La preferenza per il camino a fuoco aperto è legata poi anche alla doppia funzione attribuita al camino. Non solo riscaldamento, ma di frequente vi si fa ricorso a esso anche come strumento di cottura. Mai preparate le castagne arrostite con la brace prodotta dal focolare?

La progettazione del camino è un aspetto fondamentale da affrontare prima della sua installazione, in particolare per evitare il fastidioso problema del fumo. Non di rado si verificano dei casi in cui a causa di errori in fase di costruzione non si possa di fatto utilizzare il camino.

In alternativa però al camino a focolare aperto esiste anche il modello chiuso. Questa differente tipologia è dotata di un vetro frontale ceramico, resistente alle temperature elevate, che evita lo spreco del calore e anzi garantisce una migliore resa rispetto al camino aperto. La presenza del pannello evita anche la fuoriuscita di fumi e costituisce anche una protezione per l’arredamento da eventuali bruciature che spesso avvengono su divani e tappeti posti nelle vicinanze di un camino.

All’interno del camino è presente poi un apposito monoblocco al cui interno è adagiato il combustibile. In termini economici il camino chiuso risulta un po’ più oneroso rispetto alla scelta classica del camino aperto, ma la spesa iniziale è comunque recuperata nel tempo con l’ottima resa: si stima tra il 60 e l’80% a fronte di un solo 15% del camino aperto.

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