Tarli del legno: ecco come riconoscerli ed eliminarli in modo definitivo

Il legno è da sempre uno dei materiali prediletti per costruire e fabbricare: case, mobilio, manufatti, grandi strutture, strumenti musicali, opere d’arte. Ne esistono innumerevoli varietà, ognuna con la propria funzione preferenziale. Il legno è un elemento affidabile, ecologico e possiede un’identità originale: non esiste un’asse identica all’altra, ognuna differisce per sfumatura, densità e venature.

Il legno, come ogni materiale naturale, ha però dei nemici ed è sottoposto a frequenti minacce. Oggi vogliamo parlarti dei tarli. I tarli costituiscono una preoccupazione costante per gli amanti del legno e per chiunque viva in un ambiente che lo ospiti. I tarli, infatti, non si limitano a compromettere il parquet, l’arredo e la struttura stessa della tua abitazione ma portano con sé altre fastidiose problematiche.

In questo articolo impareremo a conoscere meglio questi molesti parassiti, a prevenirne la comparsa e a debellarli del tutto.

Tarli del legno: cosa sono

Il tarlo è un piccolo insetto che fa parte del vasto ordine dei coleotteri. Misura tra i 3 e i 5 mm (è dunque ben visibile ad occhio nudo, se colto su una superficie esposta). È un organismo xylofago, ovvero che si nutre di legno. Le femmine del tarlo depongono le uova all’interno dei canali scavati per nutrirsi o in altri fessure considerate adeguate allo scopo. Una volta schiuse, le larve permangono nelle gallerie che le ospitano fino a sviluppo completo, andando a creare i caratteristici fori profondi da infestazione. Tieni presente che il più delle volte il foro non diviene visibile finché la larva giunge a pieno sviluppo e spinge fuori la segatura rosicchiata, creando un canale vistoso. Il tarlo prospera e si riproduce a temperature maggiori di 14-15° e necessita di un’umidità maggiore del 50%.

Tarli del legno: come riconoscere un’infestazione

Non sempre i segnali di un’infestazione da tarli sono chiari e visibili, specie nelle fasi precoci o quando si tratta di invasioni che coinvolgono pavimenti e soffitti. Esistono comunque alcuni indizi inequivocabili, che ti indirizzeranno senza ombra di dubbio a sospettare una colonizzazione di tarli:

Fori di sfarfallamento

I fori di sfarfallamento sono il sintomo più classico e più conosciuto quando si ha a che fare con un’invasione di tarli. Si tratta di piccole gallerie larghe 1 o 2 millimetri, che scavano nella profondità del legno minandone la struttura: tieni presente che questi dotti possono arrivare a misurare anche 10 cm in profondità!

Rosume

Anche il rosume è un indizio piuttosto classico. Il più delle volte viene rinvenuto in stanze poco utilizzate, in case tenute chiuse a lungo, o in angoli dell’abitazione dove è difficile pulire quotidianamente. Grazie all’accumulo nel tempo, esso crea dei caratteristici mucchietti. La consistenza e lo spessore del rosume può aiutare un esperto a identificare la tipologia di tarlo.

Scoperta di tarli adulti

Come abbiamo detto in principio, il tarlo è un insetto ben visibile ad occhio nudo, almeno nella sua fase adulta. Non è impossibile vederlo “sfarfallare” in giro una volta giunto a completo sviluppo, alla ricerca di un luogo adeguato per accoppiarsi e riprodursi. Tieni conto che il tarlo adulto vive soltanto poche settimane una volta uscito dallo stadio larvale; pensare di debellare un’infestazione limitandosi ad uccidere i parassiti maturi è quindi una strategia completamente sbagliata.

Rumore di rosicchiamento

Non tutte le categorie di tarli producono rumore di rosicchiamento durante lo stadio larvale. Anzi, alcuni tra i principali gruppi di infestanti non emettono alcun suono udibile. È quindi errato credere che l’assenza di “rosicchiamento” equivalga necessariamente ad un’assenza di tarli. Tuttavia, se nel silenzio della notte odi un peculiare crepitio provenire dall’interno del legno (spesso accade quando ad essere invasa è la testiera di un letto o il soffitto di una mansarda) probabilmente i tarli Cerambicidi hanno eletto quello spazio a loro dimora. I tarli Cerambicidi sono tra i più micidiali: durante le loro operazioni di scavo, che possono durare anni, riducono il legno in poltiglia, creando cunicoli larghi fino a un centimetro! Ecco perché, nonostante il rosicchiamento non costituisca un indizio universalmente valido per qualsiasi categoria di tarlo, non andrebbe mai ignorato!

Le punture da acaro dei tarli

Non è raro che le persone capiscano di avere i tarli in casa dopo un’esperienza tremenda con alcuni loro “ospiti”. Tutti conoscono i tarli, ma pochi sono a conoscenza degli acari del tarlo! Solitamente si apprende l’esistenza di queste fastidiosissime creature in circostanze spiacevoli, ovvero quando si viene punti ripetutamente da esse, talvolta in maniera tanto massiccia da spingerci al pronto soccorso. Gli acari del tarlo sono minuscoli parassiti invisibili che si nutrono delle larve del tarlo.

Se quindi il tarlo di per sé non punge, il discorso cambia per lo scomodo ospite: l’acaro morde la povera vittima e raramente lo fa in solitaria; quando dormiamo sotto soffitti tarlati, ci sediamo si sedie rosicchiate dall’insetto o studiamo a un tavolo pieno di buchi, molti acari si depositano sulla nostra pelle, invisibili ed indisturbati. La stessa cosa accade se indossiamo vestiti precedentemente riposti in armadi o cassetti compromessi. Le punture iniziano a comparire mediamente dopo 10-12 ore dal contatto, sotto forma di piccole chiazze rosse con vescicola; i pizzichi sono abbondanti, dando luogo su tutto il corpo ad una vera e propria dermatite estremamente pruriginosa. Le complicazioni più gravi possono includere febbre, nausea e mal di testa. Se dovesse mai capitarti, recati subito da un medico per ottenere la terapia più adeguata; in secondo luogo, sbarazzati dei tarli per eliminare il problema alla radice!

Eliminare i tarli del legno: disinfestazione fai da te

Iniziamo subito col dire che sbarazzarsi dei tarli senza l’aiuto di un esperto è un lavoro lungo, faticoso e dall’esito incerto. Se parliamo di infestazioni massicce, strutturali e molto estese, meglio sempre affidarsi alle mani sapienti dello specialista. Qualora invece l’infestazione fosse limitata al mobilio o a porzioni limitate dell’abitazione, puoi senz’altro provare col fai da te ottenendo ottimi risultati.

Pesticidi e prodotti dedicati

Se la situazione del tuo manufatto, del tuo parquet o del tuo elemento d’arredo è già compromessa, dovrai utilizzare le maniere forti. La prima opzione a tua disposizione sono sicuramente i pesticidi; i pesticidi dovrebbero essere sempre l’ultima risorsa, data la loro tossicità e la loro ben nota carica inquinante. Purtroppo a volte è quasi impossibile rinunciarvi. Acquista un veleno specifico dal tuo negoziante di fiducia o in rete: non affidarti a spray generici, il tarlo va trattato con sostanze mirate o sarà tutto inutile. Ogni prodotto ha la propria posologia e la propria modalità di impiego; segui scrupolosamente le istruzioni e scegli il meno tossico sul mercato.

Disinfestazione anossica

Un’alternativa interessate ed ecologica è la disinfestazione anossica. Questo genere di disinfestazione è adottato su larga scala ed in modo professionale dalle ditte preposte, ma può essere in una certa misura replicato anche artigianalmente. I tarli e le loro larve hanno bisogno di ossigeno per vivere; non dovrai fare altro che procurarti dei grandi sacchi dell’immondizia in cui imballare l’oggetto infestato. I sacchi non dovranno avere fori. Se devi unire due o più sacchi, assicurati di non lasciare intercapedini da cui possa passare aria; usa il nastro argentato da elettricista per sigillare al meglio l’involucro. In alternativa alle buste nere, puoi comprare della robusta plastica da imballaggio, curandoti sempre di tappare completamente l’ingresso agli spifferi. Esponi l’oggetto al sole per alcuni giorni: una volta emerso dal “guscio”, i tarli all’interno saranno morti soffocati, così come le larve. Fai attenzione con questo genere di disinfestazione: legni troppo delicati potrebbero risentire della prolungata esposizione al calore.

Come prevenire la comparsa dei tarli

Proprio come in qualsiasi altro ambito, la prevenzione è l’arma migliore contro i tarli. Nell’ambito della prevenzione possiamo fortunatamente affidarci a strategie del tutto green; basta dimostrare un po’ di costanza.

Mantieni l’ambiente asciutto e non esagerare col riscaldamento

I tarli prosperano nell’umidità. Se possibile, acquista un deumidificatore per alleggerire l’aria e non eccedere coi termosifoni, specie se hai stanze che utilizzi poco. Si tratta di stratagemmi che aiuteranno anche la tua salute!

Cedro e vodka, il rimedio giapponese che devi provare

Se vuoi stroncare un’aggressione di tarli nella fase iniziale o se desideri una prevenzione “di polso” questa ricetta giapponese fa al caso tuo. Prepara una miscela di 10 ml di olio di cedro e 10 ml di vodka; aggiungi 5ml di acqua per amalgamare. Mescola in una ciotola e distribuisci liquido sulle superfici incriminate; lascia i batuffoli dentro armadi e cassetti per potenziare il risultato.

Utilizza le proprietà degli agrumi: l’olio essenziale di arancio

I parassiti del legno detestano gli agrumi, in particolare l’arancio. La fragranza è un eccellente veleno e un vero repellente. Acquista dell’olio essenziale di arancio, per sfruttarne tutte le virtù alla massima concentrazione. A questo punto, distribuiscilo con un panno di cotone sui piani che desideri proteggere. Una strategia complementare prevede di lasciare bucce di arancia negli anditi, per incrementare la durata del trattamento.

Affidati a deterrenti naturali: cannella e alloro

L’aroma della cannella e dell’alloro non è piacevole per tutti. I parassiti e gli insetti generalmente lo detestano: preparare dei sacchettini di queste due fragranze essiccate garantirà una protezione efficace dalla colonizzazione dei tarli.

Sfrutta il potere antiparassitario della lavanda

Un altro eccezionale antiparassitario ecologico è la lavanda. Puoi decidere se distribuirla dentro ai tuoi mobili a mazzetti o in pratiche bustine, per creare un’atmosfera repellente per i tarli (ma piacevolissima per il tuo naso!). Se desideri adoperare una strategia più incisiva puoi acquistare dell’olio essenziale di lavanda ed utilizzarne un cucchiaino scarso, assieme a un litro d’acqua e 250 ml di aceto bianco; passa quindi con una spugna sui mobili interessati.

Leggi anche il nostro articolo sui rimedi naturali antitarlo.

Per i tarli sulle piante vive, aiutati con l’aglio

I tarli possono infestare i legni ruvidi di piante ed alberi ancora vivi. Per tenerli lontani e scacciarli appendi alcune cime d’aglio in prossimità del tronco, prima che l’infestazione cominci o raggiunga proporzioni gravi. Risultato assicurato!

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