Riscaldamento a pavimento – A secco o con massetto?

riscaldamento a pavimento

Uno degli argomenti più discussi quando si parla di riscaldamento a pavimento è scegliere quale sia l’impianto migliore tra il modello a secco e quello con massetto.

Se diamo retta ai venditori di sistemi a secco, il pavimento a massetto è costoso, inefficiente e pieno di problemi. Viceversa, chi posa impianti con massetto troverà grossi difetti alla versione più moderna a secco.

Entrambi hanno i loro pro e contro. In questa guida proviamo a fare un po’ di chiarezza mettendo a fuoco tutte le differenze tra gli impianti di riscaldamento a pavimento con massetto e gli impianti di riscaldamento a pavimento a secco, evidenziando punti di forza e debolezze.

Indice articolo:

 

Impianto a pavimento con o senza massetto

La prima divergenza tra i due impianti a pavimento sta nell’impiego o meno del cosiddetto “massetto“, un elemento costruttivo che serve per livellare una superficie o ripartire il carico degli elementi che andranno sopra.

A secco significa sempre senza massetto? Non per forza. Un impianto si definisce a secco se non ha elementi umidi (malte o calcestruzzo), mentre un impianto è detto senza massetto se sprovvisto dell’elemento edilizio. Un impianto di riscaldamento a pavimento rifinito con piastrelle, ad esempio, non può essere definito propriamente “a secco”, perché la posa della finitura comporta l’uso di collanti.

 

Sotto il massetto, poi, la maggioranza degli impianti a pavimento monta pannelli pugnati che ospitano le tubazioni all’interno delle pugne.

Negli impianti a secco il pannello prefabbricato invece è prescanalato, con un passaggio obbligato della tubazione. Ha una resistenza alla compressione maggiore ed è rivestito nella parte superiore con un foglio di alluminio che serve al calore per propagarsi in maniera più uniforme su tutta la superficie del pavimento.

 

Riscaldamento a pavimento – Spessore e peso

I riscaldamenti a pavimento con massetto hanno uno spessore variabile tra i 3-5 cm, un’altezza rilevante che può portare qualche inconveniente.

Anzitutto aumenta l’altezza del sistema di riscaldamento, cosa che in alcuni casi rende difficile l’inserimento (specie i locali con spazi di misura).

Altro problema connesso è l’appesantimento della pavimentazione, un fattore rilevante per la struttura. Posare il massetto significa aggiungere centimetri di materiale pesante (circa 100 kg/mq), con possibili conseguenze sulle solette.

Con un impianto a secco invece il problema non sussiste: l’impianto a pavimento occupa meno spazio e si installa anche in contesti dove alzare i pavimenti è difficile.

Senza massetto, inoltre, la superficie si mantiene più leggera (25 kg/mq) e il peso in linea con i disegni della casa originali.

 

Riscaldamento a pavimento – Prezzi e tempi di realizzazione

Analizziamo i costi di entrambi gli impianti, sia in termini di prezzo che in termini di tempo.

Il massetto ha tempi di realizzazione dell’impianto superiori. Una volta posato, infatti, è necessario attendere che il materiale asciughi.

In più bisognerà posarlo con dei premiscelati, prodotti edilizi appositi per garantire una buona trasmittanza di calore e quindi una maggiore resa dell’impianto a pavimento.

Oltretutto, per un lavoro fatto bene, la posa del massetto va fatta da professionisti più specializzati rispetto a una più semplice posa a secco.

Nonostante tutto, gli impianti a secco hanno prezzi quasi doppi dei pavimenti radiali a massetto. Il materiale più performante usato per la realizzazione rende l’investimento molto più alto.

Un altro punto da analizzare quando si valuta il prezzo dei riscaldamenti a pavimento sono gli interventi accessori.

Ad esempio, un requisito del pavimento a secco è la linearità della superficie e in fase di ristrutturazione può capitare di imbattersi in pavimenti non perfettamente in piano.

In casi come questi, dove è necessario gettare cemento per livellare la pavimentazione, posare un impianto a massetto può rivelarsi molto più conveniente in termini di risparmio economico.

 

Inerzia termica in impianti a secco e con massetto

Una delle maggiori differenze tra un impianto di riscaldamento a pavimento a secco e un impianto con massetto è l’inerzia termica.

L’inerzia termica è la capacità di un materiale di assorbire e accumulare calore. Per i riscaldamenti a pavimento, essa è la misura del tempo di reazione dell’impianto. Vediamo il perché.

 

Inerzia termica negli impianti con massetto

Quando accendi il riscaldamento a pavimento, apri di fatto il circuito dell’acqua calda che passa all’interno della serpentina. Questo calore si trasferirà prima al pannello e poi verrà rilasciato nella stanza.

In un impianto a media potenza con massetto di circa 4 cm (valore medio) l’inerzia termica varia dalle 8 alle 12 ore. Questo perché l’acqua calda trasferirà energia sul massetto che sta sopra, che solo in un secondo momento andrà a trasmetterla al pavimento e infine nella casa.

Il calore si riuscirà a percepire in media 10 ore dopo l’accensione del riscaldamento radiale con massetto.

 

Il problema del pendolamento termico

L’inerzia termica del massetto genera il problema del pendolamento termico, ovvero un’oscillazione costante intorno alla temperatura impostata sul termostato ma senza mai raggiungerla stabilmente.

Vediamo come funziona. Regoli il termostato del tuo riscaldamento con massetto a 20 gradi e quando il clima di casa scende sotto quel livello l’impianto a pavimento parte.

Come detto, un sistema con massetto può impiegare fino a 10 ore per far arrivare il caldo all’ambiente (problema 1), ma quando entra a regime la casa raggiunge la temperatura desiderata (20° C).

A questo punto cosa succede? Il termostato spegnerà l’impianto bloccando la circolazione dell’acqua, ma il massetto, già scaldato in precedenza, continuerà ad erogare del calore nelle seguenti 6-8 ore fino a raffreddarsi, con il rischio che la temperatura percepita nell’appartamento salga eccessivamente (problema 2).

Per fortuna, dopo aver spento l’impianto a pavimento con massetto da un po’ di tempo, i gradi in casa cominceranno a scendere lentamente.

Passeranno altre 6-8 ore prima che la temperatura in casa torni sotto la soglia impostata per l’attivazione del riscaldamento, e questo è un bene.

Ma una volta esaurito il calore? Scatterà nuovamente il termostato e partirà il circolo dell’acqua, ma il massetto, ormai freddo dopo ore passate a rilasciare il caldo nella stanza, impiegherà di nuovo molto tempo per scaldarsi di nuovo.

Ciò significa che nel frattempo la temperatura di casa potrebbe abbassarsi ulteriormente (problema 3), restando al freddo finché il massetto non sarà pronto.

Questo fenomeno si verifica soprattutto in abitazioni coibentate, dove il calore all’interno viene disperso più lentamente rispetto agli edifici mal isolati, e può essere davvero spiacevole investire molto denaro e non poter avere la temperatura desiderata in casa.

 

Soluzione al problema per il riscaldamento a massetto

Per risolvere il problema del pendolamento termico esistono due soluzioni.

La prima è aumentare la potenza di erogazione dell’impianto, abbassando il tempo di accumulo del massetto (portandolo ad esempio a circa 4-5 ore).

Il secondo metodo è lasciare il riscaldamento a pavimento sempre acceso. Eliminando i tempi di attesa per scaldare il massetto si ridurranno le fluttuazioni della temperatura. Questo può contribuire ad abbassare anche i consumi complessivi.

 

Inerzia termica negli impianti a secco

Gli impianti a secco nascono come soluzione al problema della fluttuazione termica. Il tempo di reazione senza massetto è di circa 15-30 minuti, cosa che evita di tenere il riscaldamento a pavimento sempre acceso, ma di attivarlo e spegnerlo secondo necessità come un impianto a radiatori.

Un riscaldamento a pavimento a secco permette anche di regolare perfettamente la temperatura e mantenerla uniforme con un comfort adeguato all’abitazione, come i classici termosifoni.

In più si possono regolare in fasce orarie diverse temperature diverse, un’opzione non pensabile con un impianto a pavimento con massetto.

Nota: se vuoi una temperatura calda e costante durante tutto il giorno, il riscaldamento radiale a massetto può comunque fare al caso tuo.

 

Impianti a pavimento – Conducibilità termica

Un aspetto molto sottovalutato quando si parla di riscaldamenti a pavimento è la conducibilità termica del materiale posato sopra all’impianto, cioè la misura della sua capacità a trasmettere calore.

Si tratta di uno dei parametri fondamentali per verificare quale impianto trasmette meglio (in modo più efficiente) il calore. I pavimenti radianti, infatti, saranno più o meno efficienti a seconda della finitura che gli sta sopra (piastrelle, legno, ecc.).

Per assurdo, il legno è un ottimo isolante termico, con un basso indice di conducibilità termica (la trasmittanza del legno è di 0.22 stando alla normativa UNI EN 12831:2006). Eppure, spesso viene caldamente consigliato in abbinamento all’impianto a secco.

Le piastrelle o il calcestruzzo, normalmente più abbinate all’impianto con massetto, hanno un coefficiente di conducibilità molto più alto e trasmettono meglio il calore, anche se lo spessore del materiale (quindi lo spazio che deve percorrere il calore) è maggiore.

Se quindi da un lato il riscaldamento radiale a secco elimina il freno del massetto, la finitura del pavimento può influenzare la sua efficienza.

 

Riscaldamento a pavimento a secco o con massetto? Conclusioni

In definitiva, non esiste un impianto a pavimento assolutamente migliore rispetto all’altro.

Il sistema a secco è più caro del massetto, ma la sua posa è molto più veloce. Inoltre è più sottile e leggero, ma il suo rendimento dipenderà dalla finitura del pavimento soprastante.

Un ulteriore ragionamento va fatto sull’utilizzo che vorrai farne. Se devi scaldare casa alcune ore al mattino e alla sera, l’impianto a secco ti permetterà di risparmiare di più. Se invece hai bisogno di tenere caldo a tutte le ore, un impianto di riscaldamento a pavimento con massetto è una soluzione altrettanto valida.

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