Raffrescamento adiabatico o evaporativo: come funziona?

raffrescamento adiabatico

Il raffrescamento adiabatico è uno dei sistemi più in voga quando si parla di climatizzazione per edifici di grandi e medie dimensioni. Si tratta di un sistema anche chiamato raffrescamento evaporativo e sfrutta un metodo conosciuto sin dall’antichità che, grazie all’avvento dell’elettricità è stato caratterizzato da importanti evoluzioni.

Perché è un buon metodo di climatizzazione?

Il motivo per cui è apprezzato e sempre più richiesto risiede nel fatto che sia un metodo economico, sostenibile ed estremamente efficace dal punto di vista del raffrescamento. Sicuramente è più conveniente dei sistemi inquinanti come i condizionatori e, per questo, ne indagheremo le principali proprietà. I sistemi a raffrescamento adiabatico sono ecosostenibili perché utilizzano poca energia elettrica sfruttando un processo naturale che fornisce un raffreddamento senza l’impiego di agenti chimici o di liquidi refrigeranti.

L’energia elettrica che questi sistemi utilizzano serve solo per attivare il ventilatore e la pompa di distribuzione dell’acqua. Il principio che questo sistema sfrutta riguarda il potere raffrescante causato dall’evaporazione dell’acqua che è in grado di diminuire le temperature dell’ambiente.

I principi del raffrescamento adiabatico

Adiabatico è un termine che fa riferimento al processo di trasformazione di pressione, temperatura e volume attraverso il passaggio da uno stato fisico all’altro. Nel caso dei sistemi di raffrescamento adiabatico il passaggio avviene tramite la trasformazione dallo stato liquido a quello gassoso senza passare per lo scambio di calore con l’ambiente. Il raffrescamento adiabatico è uno dei sistemi più antichi conosciuti dall’uomo per rinfrescare gli ambienti che sfrutta il principio fisico naturale dell’acqua per cui questa, evaporando, abbassa la temperatura circostante.

La refrigerazione avviene tramite lo scambio di energia tra acqua e aria seguendo il seguente processo:

  1. In principio il ventilatore interno aspira aria ambientale convogliandola tramite un pannello evaporante.
  2. Il pannello è composto da cellulosa ed è continuamente bagnato dall’acqua per via di un sistema di distribuzione a pompaggio di acqua fredda
  3. A questo punto l’aria passa attraverso degli alveoli impregnati di acqua proveniente dal pannello evaporante e si raffredda cedendo il calore all’acqua che, così, evapora.
  4. Infine il ventilatore rilascia nell’ambiente l’aria rinfrescata e pulita.
  5. Il processo termina con lo scarico dell’acqua automatico da parte del raffrescatore, evitando così ristagni insalubri.

Vantaggi e pregi

Il ricambio d’aria continuo garantito dall’impianto a raffrescamento adiabatico mantiene gli ambienti freschi e puliti, eliminando anche polveri e micro organismi che transitano solitamente in aria. La soluzione del raffrescamento adiabatico è ideale per gli ambienti di grandi e medie dimensioni ma è anche largamente impiegato per raffreddare impianti e macchinari.

Un altro vantaggio di questo tipo di impianti è quello di garantire un funzionamento ad alto rendimento anche in presenza di porte e finestre aperte. Ci sono poi tutta una serie di vantaggi da considerare rispetto all’impiego di un impianto a raffrescamento adiabatico e che riguardano ragioni economiche ed ecologiche.

Difatti i costi di acquisto e di gestione di impianti del genere risultano inferiori fino a dieci volte rispetto ai tradizionali impianti per la climatizzazione. Il risparmio è garantito anche rispetto ai consumi di acqua e di energia elettrica visto l’utilizzo ridotto e l’alto rendimento. Per questo il raffrescamento non fa uso di refrigeranti e gas chimici, non spreca e non inquina come fanno i condizionatori tradizionali.

Lascia un commento