Pavimenti sovrapponibili: quando e perché usarli

I pavimenti sovrapponibili, come suggerisce il nome, sono semplicemente pavimenti che si possono sovrapporre a pavimentazioni preesistenti. Sono la scelta ideale nel caso sia necessario ristrutturare un ambiente risparmiando sui costi di rimozione del pavimento già posato.

Perché usare pavimenti sovrapponibili?

I pavimenti sovrapponibili sono una soluzione efficace quando non si vuole rimuovere il pavimento già esistente. La sostituzione di un vecchio pavimento, infatti, è un’operazione impegnativa. Essa richiede la demolizione delle piastrelle, lo smaltimento di tutti i detriti, il rifacimento del massetto su cui posare il nuovo collante e le nuove mattonelle. Si tratta, quindi, di un lavoro piuttosto oneroso e che, in alcuni casi, può essere bypassato utilizzando i pavimenti sovrapponibili. In questo modo si riducono tempi, costi, sporcizia e disagio.

I pavimenti sovrapponibili sono realizzati a spessore ridotto e sono appositamente creati per poter essere sovrapposti su un pavimento già esistente. Li trovate in ceramica, legno, resina, vinile e laminato ma ovviamente non sono tutti uguali.

Difatti alcuni consentono di tornare al pavimento precedente mentre gli altri non lo permettono e, quindi, per essere rimossi richiedono lo stesso lavoro di rimozione di un pavimento tradizionale. Per la scelta, quindi, bisogna tenere presente il peso complessivo del pavimento da sovrapporre, lo spessore e le condizioni del pavimento precedente.

La ceramica ultrasottile

I pavimenti in ceramica più diffusi sono quelli in gres porcellanato, un materiale leggero, durevole e dall’aspetto estetico di grande rilievo. Una piastrella in questo materiale può avere uno spessore massimo di quattordici millimetri e, quindi, si concilia con il principio dei pavimenti sovrapponibili. Sul mercato, tuttavia, esistono piastrelle in ceramica di appena 3 millimetri che si rivelano particolarmente adatte alla sovrapposizione. Tuttavia dovrete prestare attenzione alla loro resistenza perché il ridotto spessore potrebbe essere motivo di fragilità.

Pavimenti in resina

Tra le scelte più popolari vi è quella dei pavimenti in resina, ovvero la stesura di superfici dette monolitiche e che si presentano prive di fughe a differenza delle piastrelle in ceramica. La popolarità di questo materiale è legata proprio al taglio dei costi legati agli interventi di rimozione del vecchio pavimento e a quelli esigui in termini di spazio occupato e di manodopera. Per di più le resine si possono applicare su qualsiasi pavimento esistente a patto che sia precedentemente livellato e privato di qualsiasi residuo di umidità. La resina si stende in tre passaggi funzionali ad irrobustire la nuova superficie e a farla aderire perfettamente con il pavimento che si trova al di sotto.

I vinilici autoadesivi

Questo genere di pavimenti sovrapponibili ha sempre avuto un impiego industriale e solo di recente si è riversato nelle abitazioni private. Questo materiale si presenta in lame si applica anche senza l’intervento di uno specialista dato che richiede pochi accorgimenti e un numero ridotto di attrezzi e materiali. Anche per questo genere di pavimentazioni è necessario livellare il pavimento preesistente e poi passare alla stesura del materiale fissativo. Tra tutti i pavimenti sovrapponibili è quello che risulta essere maggiormente fonoassorbente e, quindi, silenzioso al calpestio.

La posa flottante

Infine vi è un’ultima soluzione, anch’essa piuttosto popolare e che è conosciuta come la posa flottante. Si tratta di una soluzione reversibile e che, quindi, consente il ripristino al pavimento iniziale. La posa flottante non richiede colle, chiodi e altri materiali costosi ed è applicabile senza fare ricorso a ditte specializzate.

La posa flottante è anche detta galleggiante perché sfrutta un principio detto “maschio-femmina”. Questa tecnica si impiega anche per la posa di pavimenti galleggianti come parquet e laminati ma richiede l’utilizzo di un materassino isolante che uniformi la posa e che impedisca la risalita dell’umidità. Solitamente il tappetino è in nylon o in guaina bituminosa e la sua posa è precedente a quella dei listelli con incastro a femmina.

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