Se ti piace l’aglio e desideri coltivarlo nel tuo orto o in vaso, puoi sfruttare i bulbilli. Questi contengono una gemma dalla quale con qualche cura puoi ottenere una nuova pianta. Infatti, l’aglio può essere coltivato in vaso o in orto, non richiede tecniche di coltivazione particolari e con poche operazione puoi avere delle piante rigogliose perfette per le tue esigenze.
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Preparare il terreno e semina dell’aglio
La coltivazione dell’aglio può iniziare dai semi neri, raccolti dalla pianta essiccata o staccando gli spicchi dalla testa e interrandoli. Nel primo caso, una volta avvenuta la germinazione, si può procedere con la messa a dimora delle piantine.
Il clima ideale per coltivare l’aglio è quello temperato e asciutto. Se abiti nelle regioni del Centro o Sud d’Italia, in cui le temperature sono miti, puoi procedere con la semina a ottobre, mentre se ti trovi in zone più fredde è meglio eseguire tale attività da metà febbraio a metà marzo.
L’esposizione diretta alla luce del sole è fondamentale per far sviluppare la pianta. Per quanto riguarda il terreno, il più indicato è quello sciolto, permeabile, che contiene sabbia e poca argilla e con un pH superiore a 7.
Prima di procedere con la semina, è necessario lavorare il terreno a una profondità di 30-40 cm massimo, eseguendo l’erpicatura per ridurre le dimensioni delle zolle di terra troppo grandi. Ultimato questo lavoro, devi realizzare dei solchi di 4/5 cm e inserire i bulbilli a una distanza di 10 cm, con la punta rivolta verso l’alto. Se fai più file, lascia almeno 30 cm l’una dall’altra.
L’aglio non ha bisogno di particolari interventi colturali dopo la messa a dimora. Infatti, basta eliminare le erbacce che si formano nelle vicinanze della pianta. Di tanto in tanto effettua la sarchiatura per far respirare meglio le radici e rincalzare il terreno, portando terra vicino alla base, per proteggere i bulbi e farli sviluppare sani e rigogliosi. Ricorda di utilizzare sempre strumenti da giardinaggio adatti per le operazioni.
Irrigazione e concimazione
L’irrigazione delle piante deve avvenire di rado, se esposte alle piogge durante l’inverno e costantemente d’estate, per mantenere il terreno leggermente umido. È indispensabile evitare i ristagni di acqua che possono far marcire i bulbi e la formazione di muffe o malattie. L’irrigazione deve essere sospesa nell’ultimo mese prima della raccolta.
La concimazione deve essere fatta con Azoto, Fosforo e Potassio, se desideri bulbi più grandi puoi aggiungere all’acqua di irrigazione acidi umici.
Rotazione e consociazione
Se coltivi l’aglio nell’orto, evita di farlo ogni anno nella stessa area e non piantare neanche altre specie di liliacee al posto dell’aglio. Segui le regole della consociazione, inserendo ortaggi come sedano, ravanelli, carote, cavoli e insalate, che possono usufruire della capacità dell’aglio di tenere lontani i parassiti.
Raccolta e conservazione dell’aglio
La raccolta dell’aglio avviene dopo cinque o sei mesi dalla sua coltivazione, in genere durante tra maggio e giugno, quando le foglie sono ingiallite e secche. La raccolta avviene estirpando le piante dal terreno con tutta la radice. Una volta dissotterrate, è necessario eliminare il terriccio e le parti danneggiate e essere messe al sole per farle essiccare. Mentre per conservare le teste d’aglio e farle durare per più mesi, basta collocarle in un locale fresco e asciutto. Se stai pensando di tenerle in cantina, ti consiglio di leggere la nostra guida per eliminare l’umidità così da ottenere un ambiente adatto alla conservazione.
Spesso si intrecciano tra di loro le parti superiori dell’aglio e vengono appese per far prendere aria, ma anche come elemento decorativo.

