Stufe a gas: guida completa alla scelta

Stufe a gas

Per il freddo invernale c’è una soluzione che sembra non passare mai di moda e che è quella delle stufe a gas. Pratiche e molto economiche, necessitano solo di qualche attenzione in più. Sono sempre di più, al giorno d’oggi, le soluzioni a disposizione per affrontare le basse temperature. È il caso, ad esempio, delle stufe a gas.

La stufa a gas risulta essere molto utilizzata per la sua praticità. Leggera e molto maneggevole, è ideale per riscaldare alcuni ambienti della casa per poche ore al giorno, magari quando si torna a sera. dopo una giornata in ufficio. Le stufe a gas si usano soprattutto in quelle abitazioni che non sono raggiunte dal gas di città, ossia dal metano.

La loro grande diffusione e l’ampio utilizzo è legato anche all’ottimo rapporto qualità-prezzo. Sono l’ideale anche per periodi che ci avvicinano all’autunno, preannunciando a breve l’arrivo della stagione più impegnativa per quanto riguarda il freddo.

Di norma, la forma che viene data alle stufe a gas è quella del classico parallelepipedo, anche se negli ultimi tempi le forme tendono a essere molto più moderne rispetto al passato. In questo modo, è possibile per le stufe di fondersi nella stanza e apparire quasi come parte dell’arredo.

Ciascuna è dotata di un vano dove è riposta la bombola di gas, che può essere butano o propano. Ogni stufa a gas è poi dotata di un tubo di alimentazione che preleva il gas.

La fiamma può essere regolata in qualsiasi momento, in modo da sfruttare la potenza minima o quella massima a seconda delle necessità. Quest’ultima è anche un’ottima soluzione per eliminare gli sprechi.

Stufe gas: infrarossi, catalitiche e a fungo

Ogni stufa a gas presenta un sistema di regolazione della fiamma e della capacità di riscaldamento limitando gli sprechi. Queste hanno anche una manopola per la regolazione dell’intensità di potenza, e perché no, contenere anche i costi.

Grande attenzione poi è riposta in tema di sicurezza: la valvola presente su ciascun modello evita la fuoriuscita di gas nei casi di spegnimento accidentale o addirittura di caduta. Quando si ricorre all’uso di stufe a gas è poi d’obbligo assicurare anche un buon ricambio d’aria.

In commercio esistono tre diversi tipi di stufe a gas: quelle catalitiche, quelle a infrarossi e quelle “a fungo”. Nel primo caso è presente un unico pannello che all’accensione emana il calore.

Nel caso, invece, del modello a infrarossi, sono presenti tre diversi pannelli di ceramica che diffondono il calore, la cui potenza è regolabile proprio su questi tre diversi settori.

La stufa a fungo non ha sostanziali differenze di prestazioni rispetto alle tipologie prima elencate. La differenza è soprattutto strutturale ed è pensata per migliorare l’uniformità di distribuzione del calore.

Stufa catalitica a gas

A distinguere queste due tipologie di stufetta a gas è soprattutto la resa in termini di prestazioni. Questa stufa è dotata di un pannello frontale molto grande che, a dispetto delle apparenze, ha una resa molto minore rispetto a quello della stufa a pannello infrarosso.

In termini di potenza, siamo di fronte un prodotto in grado di generare un massimo di 3100 W per quanto riguarda la resa calorifera. Queste stufe sono ideali per ambienti di piccole dimensioni che non superino i 30 mq.

Per valutare le prestazioni, tuttavia, bisogna anche guardare le impostazioni di utilizzo della stufa. Queste stufe hanno un pannello che permette di modificarne il funzionamento. È possibile impostare la potenza di riscaldamento tramite una manopola a 3 livelli.

Con questa manopola si può variare il grado di emissione del gas in grammi. Il livello minimo ha un consumo di grammi per ora a 140, mentre il livello medio e il massimo hanno un consumo, rispettivamente, di 170 e 210 grammi.

Stufa infrarossi a gas

Caratteristica riconoscibile di questo tipo di stufa a gas infrarossi è la presenza di 3 diversi “mini pannelli” a infrarosso. Questi sono collocati sequenzialmente e sono realizzati in ceramica. La grande rivoluzione, rispetto alla classica stufa catalitica, sta proprio nella scelta del materiale.

Questo materiale, la ceramica, ha una capacità conduttiva e di mantenimento del calore decisamente superiore. Effetto principale di queste particolarità è una resa maggiore, in termini di calore. Ideali per riscaldare ambienti piuttosto ampi, non superiori comunque ai 40 mq, queste stufe possono essere regolare su 3 livelli di resa calorica.

Questa si attesta su 4200 W e gestisce un consumo medio per singolo livello ovviamente più alto rispetto al modello catalitico tradizionale. Il primo livello ha un consumo di 110 g/h, mentre gli altri due livelli si attestano su 205 e 300 g/h. Da notare che il primo livello, rispetto al modello classico, ha un consumo decisamente minore (110 vs 140 g/h).

Stufa a fungo a gas

Le stufe a gas a fungo hanno subito un’evoluzione importante negli ultimi anni. Precedentemente queste erano utilizzate esclusivamente negli ambienti pubblici commerciali come bar e pub. Oggi sono in vendita anche per il privato che, sempre più spesso, le acquista per riscaldare grandi sale o spazi esterni alla casa.

Cominciamo con il sottolineare la resa calorifica di questo tipo di stufa che non è così più elevata rispetto ai modelli analizzati prima. Sono ideali per ambienti interni fino a 40 mq. La loro posizione ideale, tuttavia, è quella degli spazi esterni. Con questa stufa potrai godere della bellezza del tuo cortile esterno anche in inverno.

Data la struttura, è anche più facile posizionarla all’esterno rispetto agli spazi interni. La differenza strutturale è proprio pensata per permettere una più uniforme distribuzione del calore.

Manutenzione stufa gas

Condizione indispensabile per un funzionamento equilibrato di strumenti come le stufette a gas è la costante manutenzione. Ignorare questo aspetto può rivelarsi imprudente, perché molto spesso si può andare incontro alla produzione di monossido di carbonio. Questa è una conseguenza diretta del malfunzionamento della stufa a gas.

Come fare manutenzione delle stufe a gas in maniera appropriata, quindi? Il giusto sistema è quello del controllo periodico, almeno una volta all’anno, affidato a un professionista del settore. Volendo, però, possiamo andare a controllare noi stessi, di mese in mese, il funzionamento corretto della stufa a gas. Bisogna controllare con attenzione l’ugello che collega il tubo tra bombola a gas e stufa. Da qui possono nascere potenziali malfunzionamenti che possono portare fino a pericolose perdite.

Il tubo va sostituito periodicamente, perché, a dispetto di quanto si possa pensare, anche questo ha una scadenza. Non avventurarti mai in sostituzioni del tubo se credi di non essere in grado di farlo. I tecnici specializzati conoscono alla perfezione le modalità per cambiarlo.

Abbiamo già trattato diverse volte le opzioni per le stufe per riscaldamento in commercio. Quale tipologia hai scelto per casa tua tra quelle proposte in questo articolo? Raccontaci tutto nei commenti, riempiendo il form in basso!

Stufe a gas prezzi

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