La stufa elettrica è un buon sistema di riscaldamento elettrico perché è semplice da installare e ad utilizzare. Inoltre offre un riscaldamento rapido in ambienti piccoli e di media grandezza come uffici e bagni. Scegliendo modelli ottimizzati per il basso consumo energetico risparmierai sulla bolletta beneficiando di calore istantaneo e confortevole.
Ovviamente per capire quali sono le migliori stufe elettriche a basso consumo ti servirà conoscere alcune informazioni importanti che troverai indicate tra le specifiche tecniche. In questa guida, per l’appunto, ti aiuteremo al leggere l’etichetta e ad acquistare la miglior stufa elettrica a ridotto consumo.
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Quanto potrebbe costare una stufa elettrica?
Le vecchie stufe elettriche erano note a tutti per il consumo energetico piuttosto impegnativo e per il costo talvolta proibitivo. Al contrario i modelli in commercio oggi non solo consentono di risparmiare sui consumi ma offrono prestazioni ideali a partire da poche decine di euro. In generale possiamo suddividere le stufe elettriche a basso consumo energetico in tre fasce di prezzo, partendo da quella economica a quella più costosa.
Tra le stufe elettriche più economiche trovi modelli a bassa potenza che potrebbero costare circa dieci o venti euro. Se volessi spendere un po’ di più potrai portare a casa una buona stufa alogena a circa quaranta euro. In alternativa potresti optare per una stufa con radiatore a olio che costa tra i cinquanta ai settanta euro.
Il punto è che oramai il mercato offre miriadi di soluzioni e, quindi, il prezzo ideale per una buona stufa elettrica ha un costo che si aggira tra i venti e gli ottanta euro. Per scegliere non dovrai badare al prezzo ma alle specifiche tecniche e alla tipologia di funzionamento.
Come funziona la stufa elettrica
La stufa elettrica genera e trasmette calore all’ambiente in due modalità, ovvero per convenzione e irraggiamento. Si compone di conduttori che si scaldano al passaggio della corrente e che rendono l’ambiente più gradevole aumentando la temperatura.
Si tratta di un sistema di riscaldamento molto semplice ma che non si addice ad ambienti troppo ampi e che comunque non basta a riscaldare nei periodi in cui il freddo diventa più rigido. Ci sono stufe portatili e stufe fisse che si differenziano per termostati più o meno evoluti, timer di accensione e funzionalità notte per dormire in tranquillità senza rumori fastidiosi.
Occhio a non confondere la stufa elettrica con gli impianti a infrarossi perché il funzionamento è decisamente diverso. In ogni caso le stufe elettriche presenti sul mercato possono essere a radiatore, alogene, a infrarossi o a resistenza elettrica. Qui di seguito ti spieghiamo la differenza tra le une e le altre. Cosa le accomuna? Che sono tutte stufe a bassissimo consumo energetico.
Tipi di stufa elettrica a basso consumo energetico
La stufa a radiatore a olio portatile è un modello a consumo ridotto e si riscalda attraverso una resistenza che trasmette il calore nell’ambiente. Solitamente prevede la presenza di un termostato per regolare la temperatura e che è pensato per un utilizzo prolungato nel tempo. Rispetto agli altri modelli impiega più tempo a riscaldare ma il consumo è tra i più bassi sul mercato. Il difetto? Queste stufe sono generalmente più pesanti e, quindi, sono spesso dotate di rotelle.
Le stufe alogene o a infrarossi, invece, si caratterizzano per la presenza di lampade alogene che possiedono un bulbo contenente del gas che si scalda raggiungendo temperature molto elevate. Lo svantaggio di questi modelli riguarda il fatto che la potenza diminuisce con la distanza e che, generalmente, non prevedono la presenza di un termostato. Un modello simile a quelle alogene è la stufa al quarzo ma che è realizzata con materiali differenti e i cui consumi sono leggermente superiori rispetto ad altri modelli simili.
Le stufe a infrarossi potrebbero essere caratterizzate anche da resistenze elettriche in materiale ceramico la cui trasmissione di calore avviene per irraggiamento, consentendo così di risparmiare sui consumi.
Infine ci sono i termoventilatori che, a differenza delle stufe elettriche vere e proprie possiedono una ventola che diffonde il calore. Anche questi producono calore tramite una resistenza elettrica a filo metallico o in ceramica ma sono in grado di riscaldarsi più velocemente e, quindi, di consumare molta meno corrente. Non sono adatti all’uso prolungato e, soprattutto, potrebbero risultare piuttosto rumorosi.
Stufe a bassissimo consumo: quale scegliere?
Difficile rispondere così su due piedi perché, in generale, non esiste una stufa migliore di altre in assoluto. Possiamo consigliarti di scegliere valutando il costo in rapporto alla potenza e all’ambiente da riscaldare, selezionando due o più modelli dal prezzo che si identifica meglio con il tuo budget di spesa. Ovviamente contano molto anche le funzionalità extra, di cui ti abbiamo anticipato, perché potrebbero rivelarsi confortevoli per rilassarti in casa senza preoccuparti dell’accensione o dello spegnimento della stufa. Come vedremo qui di seguito, per intercettare le migliori stufe a bassissimo consumo occorre soffermarsi sull’etichetta, dove è riportata la potenza in Watt. Ecco come devi fare.
Come si capisce il consumo energetico di una stufa elettrica?
Quanto te ne intendi di elettronica? Se la tua risposta è “zero”, non preoccuparti perché in queste righe ti aiutiamo a capire come indentificare i modelli più potenti ma meno dispendiosi.
La potenza del motore di una stufa elettrica può oscillare dai trecento ai duemilacinquecento Watt che, tuttavia, sono anche regolabili da un interruttore posizionato sul corpo macchina. Questo valore viene indicato sulla scheda tecnica della stufa ed è quello che ti fa capire quale sarà il relativo consumo. Per scegliere non preoccuparti troppo dei numeri ma assicurati che la stufa possieda un termostato che ti consente di regolare i consumi e l’accensione in base al raggiungimento della temperatura ottimale nella stanza.
Se vuoi saperne di più, tuttavia, ti basterà eseguire una semplice operazione con cui stimerai il consumo della stufa elettrica in base alle indicazioni fornite dal produttore. Difatti dovrai moltiplicare la potenza espressa in Watt per il tempo di accensione e, quindi, se usi una stufa da 2500 Watt per tre ore, questa consumerà 7500 Watt, ovvero 4,5kWh.
Stufe a bassissimo consumo: scegli anche in base alla sicurezza
Questo dato ti servirà a capire se, utilizzando la stufetta, il tuo contatore potrebbe saltare perché superi il consumo massimo permesso. In genere le stufe a bassissimo consumo più recenti sono pensate proprio per tagliare i costi energetici ma ti conviene confrontare il tuo contatore con il modello che intendi acquistare.
In conclusione ti consigliamo anche di soffermarti sulle forme di sicurezza previste dai sistemi di accensione e spegnimento, soprattutto se in casa vivono bambini o animali. La miglior scelta, quindi, dovrà ricadere su modelli di piccole dimensioni che si rivelano adatti all’ampiezza dell’ambiente e che consumano poco, senza far rumore e senza mettere a rischio i tuoi affetti.

