Rapporto aeroilluminante: tutto quello che c’è da sapere per calcolarlo

rapporto aeroilluminante

In ambito edilizio, l’aeroilluminazione detiene un’importanza assoluta. Ad essa è deputato il mantenimento della salubrità dell’aria, nonché dell’illuminazione all’interno degli ambienti, fattori che contribuiscono a garantire agli esseri viventi, non solamente gli umani, un’adeguata abitabilità.

Quando si parla di “rapporto aeroilluminante“, in particolare, si fa riferimento a un calcolo matematico finalizzato al conteggio delle superfici di aperture ed elementi finestrati, che dovranno garantire un’adeguato ricircolo dell’aria e una quantità minima di illuminazione.

L’importanza di una corretta aeroilluminazione deriva dalle conseguenze prodotte dall’assenza della stessa. In un ambiente non aerato o illuminato a sufficienza, infatti, possono insorgere problematiche differenti, a partire dalla formazione di muffe: quest’ultime, in grado di depositarsi agli angoli delle pareti – e non solo – si “adagiano” prevalentemente per uno scarso ricambio dell’aria.

Altro problema da non trascurare è il ristagno dell’umidità all’interno degli ambienti scarsamente aerati. Il fenomeno in questione può portare anch’esso alla creazione di muffe, da rimuovere con acqua e altre soluzioni casalinghe (es.: bicarbonato).

Infine, la degenerazione delle strutture. Una cattiva aeroilluminazione porterà l’edificio a usurarsi con maggiore rapidità, con il risultato che le componenti strutturali dello stesso, a partire dalle pareti, potranno apparire assai più “invecchiate” rispetto alla loro età effettiva.

Rapporto aeroilluminante: il calcolo e altre considerazioni

Si è detto, in precedenza, della possibilità di calcolare matematicamente il rapporto in questione.

Il calcolo è relativamente semplice: stando al Decreto Ministeriale del 5 luglio 1975, la superficie totale delle aperture di una stanza verso l’esterno deve poter garantire un valore medio di illuminazione diurna non inferiore al 2% dell’illuminazione esterna; entrando ancor più nel dettaglio, la superficie delle finestre non dovrà risultare inferiore a 1/8 rispetto alla superficie calpestabile.

Tuttavia, è necessario effettuare delle precisazioni, in modo tale da sciogliere qualsiasi dubbio in merito.

Quando vi è la necessità di realizzare le aperture, il progettista dovrà verificare sia il rapporto illuminante che quello aerante. Ogni singolo serramento, infatti, garantirà particolari restrizioni strutturali, andando a influire sull’illuminazione o, di contro, sull’aerazione – se non su entrambi i fattori.

Si prenda come esempio una finestra in grado di aprirsi a scorrimento. Benché l’illuminazione non risulti sacrificata, vista la sufficiente porzione di spazio aperta verso l’esterno, l’aerazione potrà risultare svantaggiata, poiché solo una parte della stessa garantirà un effettivo ricircolo dell’aria.

In ogni caso, si tenga presente che sia le finestre che le porte finestre avranno un impatto non indifferente su illuminazione e aerazione: la prima è garantita dall’ingresso della luce, mentre la seconda deriverà dall’effettiva porzione di spazio che permetterà all’aria di circolare negli ambienti interni.

Modalità di calcolo del rapporto aeroilluminante

Nonostante i parametri sopra indicati, va detto che regioni e comuni sono liberi di modificare i rapporti aeroilluminanti in virtù di particolari esigenze strutturali.

Le modifiche vengono adottate e comunicate nel Regolamento Edilizio. Da ciò ne deriva che locali di superficie analoga potranno risultare a norma in una regione (o in un comune) ed essere fuori norma in una regione differente.

Passando al lato pratico della questione, come avviene il calcolo del rapporto aeroilluminante?

Il calcolo andrà effettuato locale per locale. Ciò significa che spostando un solo elemento strutturale, utilizzato a divisione di due aree distinte, si potrà verificare uno sfasamento dei rapporti aeroilluminanti di uno dei due locali.

Inoltre, il rapporto aeroilluminante potrà variare in base alla specifica destinazione d’uso del locale.

Alcune stanze di un’abitazione, infatti, potranno risultare cieche, con l’aerazione e l’illuminazione garantite da dispositivi artificiali. È il caso dei secondi bagni ciechi, nei quali si potranno sfruttare ventole e lampade per fronteggiare l’assenza di aperture.

Si tenga presente, però, che il discorso non è valido nelle abitazioni in cui sia presente un solo bagno, la cui aeroilluminazione dovrà risultare pari a 1/8 della superficie della stanza.

Il caso particolare di sottotetti e mansarde

Infine, uno sguardo al rapporto aeroilluminante di sottotetti e mansarde.

Per quanto riguarda i sottotetti, l’aeroilluminazione dovrà corrispondere a 1/10 della superficie calpestabile. Tuttavia, il rapporto è ribassabile a 1/12 nel caso in cui il sottotetto disponga di finestre con luce zenitale proveniente dall’alto.

Ma cosa avviene nel caso in cui il sottotetto venga trasformato in una mansarda? Quest’ultima, trattandosi di un’area abitabile, necessiterà di un rapporto aeroilluminante pari a 1/8 della superficie calpestabile, come avviene nelle altre stanze dell’edificio.

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