Alla pari di altri alberi da frutto, anche il limone richiede una potatura adeguata per garantire la massima produzione possibile di frutta, oltre a conferire un certo equilbrio estetico alla pianta stessa.
In linea generale, la potatura del limone può avvenire in due modalità distinte: la potatura di formazione, essenziale per garantire il suddetto equilibrio estetico, e la potatura di produzione, finalizzata all’aumento della produttività della pianta.
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La pianta di limone
Il limone è tra gli alberi da frutto più noti. I frutti omonimi, i limoni, sono facilmente riconoscibili per via della forma, del colore e della consistenza della scorza, dura e delicatamente porosa.
L’albero viene coltivato in buona parte del mondo, apprezzando i climi caldi. Produzioni importanti sono quella italiana, indiana, messicana, sudamericana e mediorientale, sono per citare le più note.
La pianta può raggiungere senza problemi i 4-6 metri di altezza, allargandosi a fronte di un diametro pari a circa 4 metri.
Detto ciò, procediamo con un’analisi dettagliata delle varie procedure di potatura!
Potatura di formazione del limone
Partiamo dalla potatura di formazione del limone.
Come riportato in precedenza, la procedura in questione è finalizzata a migliorare l’equilibrio estetico del limone, evitando che i rami della pianta possano crescere in modo confuso e irregolare.
L’ideale sarebbe conferire al vegetale una forma a globo, con al centro un unico astone principale dal quale far partire i rami collaterali.
La potatura di formazione non richiede grandi accorgimenti, e può essere effettuata in modo relativamente semplice. Ciò non toglie che l’utente debba ugualmente muoversi con cautela, evitando di causare danni alla pianta.
In primo luogo, sarà bene rispettare la struttura naturale dell’albero. L’utente dovrà rimuovere i rami spezzati e le parti rinsecchite, nonché i rami privi di frutti, che spuntano generalmente nell’area periferica della chioma.
In secondo luogo, la potatura di formazione richiederà l’eliminazione di tutti quei rami che, per via della crescita irregolare, punteranno troppo verso l’alto o verso il basso. Ciò si rende essenziale per facilitare la futura raccolta dei frutti, resa più difficoltosa, per l’appunto, da tutti quei rami eccessivamente tesi all’insù o all’ingiù.
Potatura di produzione: le prassi operative
Veniamo alle modalità operative inerenti alla potatura di produzione.
In linea generale, la potatura di produzione va effettuata dopo 2-3 anni dall’avvenuta messa a dimora della pianta. Tuttavia, si tratterà di una potatura relativamente “contenuta”: i limoni inizieranno a spuntare solamente sui rami di un anno.
Particolarmente interessante il discorso relativo alle piante più giovani. Tenendo conto che il limone fruttificherà a distanza di 4-6 anni dalla messa a dimora, una pianta giovane andrà potata in modo piuttosto energico: ciò permetterà al vegetale di anticipare la produzione dei frutti, oltre a garantire uno sviluppo più rigoglioso della vegetazione.
Discorso differente in merito alle piante più mature. In questo caso, infatti, il potatore dovrà muoversi con maggiore delicatezza, al fine di evitare che la pianta possa patire: andranno rimossi i rami esauriti all’interno della chioma, in modo tale da permettere al vegetale di produrne di nuovi.
L’alleggerimento della chioma si rende essenziale per permettere alla pianta di fruttificare con maggiore intensità, andando a eliminare tutti quei rami crescenti in modo disordinato.
Potatura del limone: quando potare
A questo punto, dopo un approfondimento sulle due differenti modalità di potatura, torna utile soffermarsi su altri utili consigli inerenti alla cura del limone.
Innanzitutto, la pianta andrà potata nel corso della primavera; da non disdegnare anche una potatura a fine estate, entrambi periodi né particolarmente caldi, né particolarmente freddi.
Inoltre, va precisato che la potatura andrà evitata nel caso in cui i frutti risultino piccoli e ancora verdi.
Strumentazione per la potatura
Per quanto riguarda la strumentazione da adoperare durante la potatura, l’utente dovrà fare affidamento su strumenti da giardinaggio come le forbici da giardino – da impiegare per i rami più piccoli – la sega – da sfruttare per i rami più grandi – e la cesoia – da utilizzare per i rami con diametro non superiore ai 3 centimetri.
Particolarmente utile, per i rami più alti, l’utilizzo dello svettatoio.
Infine, un ultimo accorgimento riguarda i tagli più consistenti: i rami tagliati con maggior incidenza andranno trattati con un mastice particolare (colla liquida), al fine di proteggere le ferite della pianta dai parassiti.

