Come si cura un Bonsai: tutto quello che devi sapere

come curare un bonsai

Come curare un Bonsai? Sono in molti a credere che la cura di un Bonsai sia un’impresa ardua e impegnativa ma la realtà è tutta un’altra cosa.

Come vedremo in questa guida completa, occorrono poche semplici regole per gestire acqua, rinvaso e salute della pianta perciò mettiti comodo e leggi tutti i nostri consigli.

L’ABC del bonsai come curarlo

Come curare i bonsai, piantine da interni molto delicate, per le quali occorre seguire con accuratezza tutta una serie di consigli che stiamo per suggerirti. Si tratta di un tipo di pianta in miniatura che richiede costanza nell’avere acqua e buona esposizione e che arreda piacevolmente dando vita a un hobby rilassante e costruttivo.

Su come curare il bonsai, oggi impareremo a gestire l’annaffiatura, i rinvasi, la concimazione e il terriccio, anche come curarli da eventuali parassiti e malattie. Ma se hai particolari domande non esitare a lasciarcele tra i commenti.

Stiamo parlando di alberi in miniatura mantenuti intenzionalmente piccoli attraverso tecniche di potatura e di riduzione delle radici.

In questo modo si indirizza la pianta ad assumere dimensioni ridotte mantenendo intatta la forma originaria nel completo rispetto dell’equilibrio fisiologico e naturale.

Questa nobile tecnica nasce in Cina, ma viene ripresa dal Giappone e il nome deriva da “ciotola” e “pianta” a seguito dell’unione di “bon” e “sai”. Si tratta di una tecnica considerata arte vera e propria, dato che richiama l’estetica Zen e il Seishi, ovvero l’arte di dare forma e armoniosità alle piante.

L’arte vera e propria del bonsai consiste nel mantenere viva l’energia della pianta originaria all’interno della piccola miniatura, ovvero di prendersene cura come se fosse un grande albero da giardino.

Innaffiare il bonsai: come, quanto?

Per imparare come curare un Bonsai bisogna imparare a capire come innaffiarlo. La quantità di acqua dipende dalla specie, dalla dimensione e dal tipo di vaso oltre che dal terriccio, dal clima ideale e dal periodo dell’anno.

Per questo non possiamo dirti con certezza quanta acqua devi dare, ma possiamo darti dei consigli per gestire al meglio questa pratica.

Per capire come procedere devi diventare un attento osservatore e imparare a capire il terreno e il terriccio, senza il bisogno di seguire un vero e proprio schema di frequenza.

Il punto è che vogliamo insegnarti a sviluppare un rapporto di rispetto e fiducia con il Bonsai perché solo così la pianta vivrà sana e rigogliosa. Per prima cosa osserva il terriccio e, quando è leggermente asciutto impara a capire il livello di umidità e ad imparare quando è il caso di innaffiarlo.

Molto dipende dal tipo di miscela che hai usato per il terriccio, perché quelli che trattengono più acqua mantengono umida la pianta senza il pericolo di infestazioni. Sarà il Bonsai a farti capire quando ha sete. Tu cerca sempre di dare acqua durante il giorno perché rischi di seccare le foglie o di far evaporare l’acqua alla luce del sole.

Quindi, quando il terreno tende ad asciugare allora sarà il momento giusto per innaffiare, assicurandoti che tutta la superficie sia inumidita. Bagna finché non fuoriesce acqua dai fori di drenaggio in basso ma procedi delicatamente, perché potresti spostare il terriccio e alterare l’equilibrio della pianta. Usa semplice acqua di rubinetto se vivi in città, mentre per chi ha la fortuna di vivere in mezzo al verde l’acqua piovana è un vero toccasana.

A questo proposito, abbiamo approntato una specifica guida a sistemi di recupero con serbatoi per acqua piovana. Dopo aver letto questo articolo potresti trovare indicazioni utili a riguardo anche lì.

Concimazione del Bonsai: tutto quello che devi sapere

Serve? Oppure non è necessaria? Il punto è che il concime è utile nella stagione di crescita nonché fondamentale per la sopravvivenza del Bonsai. La ragione deriva dal fatto che il Bonsai vive in un vaso piccolo e con un terriccio “artificiale”, per cui ha bisogno di nutrimento a differenza degli alberi. Di norma il bonsai necessita di azoto, fosforo e potassio che aiutano a favorire la crescita sana delle foglie, delle radici e dei fiori.

Il rapporto tra questi tre elementi dipende dal periodo dell’anno e dal tipo di pianta per cui devi informarti con il tuo rivenditore di fiducia sulle giuste proporzioni.

Il concime serve durante la fase vegetativa anche se è indicato per tutto l’anno, ad eccezione di piante malate o appena rinvasate.

Il fertilizzante giusto varia in base al periodo per cui le proporzioni di azoto, fosforo e potassio sono variabili. Le trovi riportate con la sigla NPK e tre numeri separati da due punti. L’ordine della proporzione è la seguente:

  • azoto (N);
  • fosforo (P);
  • potassio (K).

Fatti consigliare sulla giusta proporzione in base alle variabili di cui ti abbiamo parlato e rispetta fedelmente le dosi. Se sei alle prime armi porta con te in negozio una foto del tuo Bonsai per andare sul sicuro.

Ci sono certamente fertilizzanti migliori di altri ma, in ogni caso, occorre seguire fedelmente le dosi consigliate per evitare squilibri.

Quando rinvasare il Bonsai?

Il rinvaso del Bonsai serve quando l’albero rischia di riempire il vaso di radici, un fatto che conduce alla morte della pianta per malnutrizione. Occorre rinvasare regolarmente il Bonsai proprio per evitare che muoia e per favorire la crescita e la sana fioritura.

Tutto dipende da quanto è grande il vaso rispetto alla pianta per cui quelli che crescono molto velocemente vanno rinvasati almeno due volte all’anno mentre quelli più lenti o anziani possono essere rinvasati una volta ogni tre anni.

Anche in questo caso non serve seguire una ricetta, ma il tuo personale occhio con il quale dovrai controllare lo stato di radicamento delle radici.

Quando sono ancora sotto il terriccio occorrerà aspettare. Il miglior momento è la primavera, durante il letargo del Bonsai. In questo modo eviti di arrecare troppi danni alla pianta.

Terriccio e vaso del bonsai come si cura

Anche su questo argomento trovi una varietà incredibile di proposte di terriccio ma, come sempre, la verità riguarda te e la tua pianta. Quindi per scegliere preoccupati della salute e non delle caratteristiche extra o del prezzo.

L’importante è che il terriccio sia drenante e che sia miscelato a seconda del clima della zona in cui vivi rispetto all’habitat ideale della pianta.

Quindi se vivi in una zona calda e umida usa una miscela molto drenante per evitare il ristagno dell’acqua e la morte delle radici che potrebbero marcire. Il terriccio dipende anche dal vaso che deve essere capiente e forato sul fondo per assicurare il drenaggio.

Le radici che fuoriescono dal terreno sono il segnale che è il momento di rinvasare. Oltre al gusto estetico assicurati materiali traspiranti e di buona fattura, evitando vasi trasparenti e di plastica.

Per quanto riguarda il terriccio, le caratteristiche che lo rendono ideale riguardano soprattutto drenaggio e areazione. Di solito trovi miscele componibili a base di Akadama, pomice, lapillo e terriccio organico universale.

In quali proporzioni mescolare questi elementi? Dipende sempre dalla pianta che stai curando.

Considera che l’akadama è un’argilla giapponese cotta, molto costosa ma utile a favorire l’areazione. La pomice è una pietra morbida che assorbe acqua e nutrienti favorendo lo sviluppo delle radici.

Il lapillo trattiene l’acqua in periodi di siccità mentre il terriccio è semplicemente parte della miscela che garantisce solidità per le radici.

Dove posizionare il Bonsai?

La cura del bonsai prevede che questo sia posizionato rigorosamente in zona giorno con esposizione non diretta della luce solare, ma assolutamente non all’ombra. Diciamo che il Bonsai deve essere protetto dal gelo, dall’eccessivo vento e dal buio.

Sempre in riferimento alla cura dei bonsai, valgono le regole di buon senso per una pianta anche rispetto alla sua varietà e alle sue caratteristiche di specie.

Ti sono serviti, fin qui, questi suggerimenti su come curare un bonsai? Abbiamo pensato di condividere questa risorsa con te anche e soprattutto per conoscere la tua opinione e la tua esperienza in merito.

Come si cura un bonsai: malattie e parassiti

Far mancare alla cura di un bonsai tutte queste regole e attenzioni può avere determinate conseguenze. Un bonsai, così come tutte le altre piante, può sviluppare malattie e avere anche problemi con parassiti.

Ignorare queste problematiche può anche portare alla morte di una pianta così delicata. Ma pensi di conoscere e riconoscere questi problemi che una pianta come il bonsai può sviluppare? Con questi elenchi puntati vogliamo aiutarti a riconoscere i più classici e aiutarti a risolverli.

Come curare bonsai: malattie

Ecco un elenco e soluzioni su come curare dei bonsai dalle loro malattie. Il bonsai può sviluppare:

  • macchie scure: meglio conosciute come “macchie nere”. Si tratta di una problematica dovuta a un virus piuttosto aggressivo con le caratteristiche di un fungo. Molto simile ad altre malattie classiche del bonsai (come la “ruggine”) e che richiede un paio di accorgimenti utili per una pronta guarigione. Evita di utilizzare un nebulizzatore per innaffiare. L’acqua può trasportare le spore in altre zone della pianta e infettarle. Evita anche l’acqua piovana e limitati ad annaffiare le radici. Per curare le macchie cerca un fungicida efficace;
  • muffa: le principali conseguenze della presenza di muffa su una pianta come il bonsai è un indebolimento piuttosto repentino. Questo fungo che si sviluppa in condizioni di elevata umidità ha un effetto diretto sulle foglie del bonsai. Si deposita su queste imprimendo una patina bianca che, anche se lentamente, disidrata dal pianta della sua linfa vitale;
  • ruggine: da non confondere, ovviamente, con essicazione delle foglie provocata da mancanza di acqua. La ruggine colora le foglie della pianta di un colore marroncino che può anche avanzare velocemente. Anche in questo caso il problema va trattato con un fungicida.

Bonsai come curarli dai parassiti

Piante davvero appetibili, i bonsai, per vari parassiti anche piuttosto conosciuti. Eccone alcuni tra i più tradizionali e come si cura il bonsai da questi parassiti:

  • lumache: grande problema che può portare, in un tempo relativamente breve, alla completa perdita di foglie della pianta. A volte è complicato spiegarlo, ma l’unico modo per liberarsene è eliminarle definitivamente con un veleno specifico per questi esseri distruttivi;
  • ragnetti rossi: questo è il nome comune che utilizziamo tutti per definire l’acaro rosso. Quel piccolo ragnetto che troviamo solitamente sui davanzali di balconi e terrazze in determinati periodi dell’anno. Parassiti davvero invasivi, ma che non puntano direttamente alla pianta. Il loro interesse, invece, è stimolato dalla presenza del cosiddetto “porcellino di terra”. Queste piccole larve sono piuttosto importanti per il bonsai. Favoriscono la porosità del terreno senza rappresentare un problema per le radici. Svolgono un lavoro che va salvaguardato da questi fastidiosi ragnetti;
  • afidi: gli afidi possono essere rintracciati praticamente su qualsiasi pianta e sono tra i più irriducibili parassiti fitofagi. Poco alla volta sono in grado di far cadere foglie intere. In questo caso si può procedere con la rimozione manuale, mentre tra i rimedi naturali sembra funzionare il sapone di Marsiglia.

L’attenzione su come curare un bonsai deve essere tanta, perché sono piante belle e delicate. Adornano la casa in cambio di qualche cura in più. Come curi i tuoi bonsai? Ne hai mai posseduto uno? Facci sapere tutto nei commenti!

 

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