Potatura Ciliegio: tutto quello che c’è da sapere

potatura ciliegio

Il ciliegio è un albero da frutto facente parte della famiglia delle rosacee, che viene coltivato per i suoi frutti, ovvero le ciliege. Si tratta di un albero che può raggiungere fino ai 30 metri di altezza, quindi è importante gestirne la chioma mediante una potatura di allevamento e di produzione. La prima viene eseguita durante i primi anni di vita, al fine di conferirne una forma aperta e bassa alla chioma. La seconda, invece, risulta utile a mantenere in salute e produttiva la pianta.

Fortunatamente, a differenza di molte altre coltivazioni, il ciliegio non necessita di grandi potature. Infatti, la pianta non sopporta i tagli troppo invadenti, preferendo piuttosto gli interventi più piccoli. Perciò, prima di precipitarsi nell’utilizzo di cesoie e seghe, bisogna studiare quali sono i tagli necessari. Eseguendo delle cattive potature, d’altronde, si comprometterebbe la produzione, causando, ad esempio, la formazione di fungine e infezione batteriche, ovvero alcune delle principali cause di morte di queste piante.
In questo articolo vedremo tutto quello che c’è da sapere sulla potatura del ciliegio.

Potatura del ciliegio: periodo migliore e attrezzi

Dopo aver fatto le dovute premesse, vediamo nel dettaglio come è possibile eseguire la potatura preservando la pianta e massimizzando, allo stesso tempo, la sua produzione.

Innanzitutto va posta una certa attenzione al periodo migliore per potare il ciliegio. Infatti, come per la maggior parte degli alberi da frutto, il ciliegio va potato in estate e non durante l’inverno. Nel periodo più caldo dell’anno la cicatrizzazione avviene più velocemente, con il clima che risulta più sfavorevole all’insorgere di malattie. D’inverno è possibile solamente effettuare dei piccoli interventi, come tagli ai rami secchi.

Come per ogni potatura è importante servirsi solamente dei migliori strumenti da giardinaggio, quindi lame pulite ed affilate, da sterilizzarli con prodotti a base di rame, un esempio è l’ossicloruro di rame. In questo modo è possibile impedire la contaminazione incrociata tra funghi e piante.

Per i rami più piccoli, i tagli devono essere rasi, mentre è bene lasciare due centimetri per quelli più grossi. E’ utile anche effettuare tagli inclinati, evitando i ristagni d’acqua, e proteggere con del mastice o agrofarmaci le ferite, al fine di proteggere il tessuto legnoso dalla potenziale aggressione di batteri e funghi.

Come riconoscere i rami da potare

L’obiettivo della potatura del ciliegio è di limitare la crescita della chioma dell’albero, mantenendola bassa, ma allo stesso tempo produttiva. Per questo motivo è necessario garantire la penetrazione del sole nella chioma, andando a sfoltire prima i rami interni, per poi agire su quelli troppo vigorosi, che tendono a ‘scappare’ verso l’alto. E’ importante distinguere tra:

Succhioni

Sono i rami più vigorosi, con età di un anno, che crescono in corrispondenza del dorso delle branchie, puntando verso l’alto. I succhioni andrebbero tutti eliminati, a meno che non si intenda mantenerli alcuni, al fine di sostituire bianche recise o rotte.

Branchie primarie

Sono quei rami che derivano direttamente dal tronco. Se non risultano necessari interventi eccezionali, non andrebbero toccati in nessun modo.

Polloni

Sono quei rami che si sviluppano dalla base del tronco e vanno recisi.

Mazzetti di maggio

Anche denominati dardi fioriferi, sono dei piccoli rami di pochi centimetri, caratterizzati dalla presenza di una gemma a legno circondata da gemme a fiore. Questi sono in grado di fiorire e produrre frutti in primavera, rinnovandosi ogni anno. Vanno recisi solamente se dissecati concluso il ciclo.

Ramo misto

Si tratta di un ramo massiccio, con lunghezza tra i 40 e i 50 centimetri, dotato di gemma a legno e a fiore. Generalmente non viene cimato, dato che verrebbe causata l’esplosione delle gemme laterali. La potature andrebbe eseguita solamente se si intende sfoltire la chioma.

Come gestire la chioma del ciliegio

I tagli di ritorno sono utili in tal senso. Essi vengono praticati nelle vicinanze di un ramo più giovane, così che questo diventi una branca nuova. Perciò, andrebbero eseguiti solamente in casi eccezionali, per eliminare rami improduttivi, ingestibili o vecchi.

Un altro modo per gestire la forma della chioma del ciliegio in modo efficace è attraverso le legature. In questo modo è possibile evitare tagli drastici, applicando delle legature alle branche secondarie, al fine di abbassarne l’inclinazione. Si tratta di un metodo molto interessante per limitare la vigoria del ramo, agevolando la raccolta delle ciliege ed incrementando la fruttificazione. Le legature andrebbero eseguite in primavera.

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