Guida all’acquisto del miglior pellet

Guida all’acquisto del miglior pellet

Se vuoi la massima efficienza e il massimo risparmio dalla tua stufa a pellet, sappi che uno dei primi passi da compiere è la scelta del pellet migliore! Un combustibile economico e facilmente reperibile, che però deve essere scelto con oculatezza perché da questa scelta dipendono il risparmio e la convenienza. Abbiamo deciso di accompagnarti nella scelta regalandoti qualche “trucco” per capire qual è il pellet migliore.

Come scegliere il pellet

I pregi del pellet sono molteplici: è un materiale non troppo ingombrante, certamente meno della legna e, soprattutto, a parità di volume, ha un potere calorifero molto più elevato.

Se poi pensiamo al costo, il vantaggio è palese: il pellet ha un prezzo medio più alto della legna (0.064 € contro gli 0.043 € della legna). Tuttavia, la stufa a pellet ha un potere calorifero che si aggira sui 5€ al kg contro i 4 della legna.

Alla fine il vantaggio nello scegliere il pellet c’è eccome, soprattutto in termini di pulizia e resa della stufa.

Quindi, quali criteri seguire per qual è il miglior pellet? Ovviamente il primo consiglio è quello di cercare il pellet in offerta. Una volta scelti quelli con prezzi convenienti, dobbiamo poi valutarne la certificazione. Fino al 2011 il pellet era un combustibile certificato secondo queste categorie:

  • Din, certificazione tedesca;
  • Din plus, certificazione tedesca;
  • ÖNORM M7135, certificazione austriaca;
  • SN 166000, certificazione svizzera;
  • EN plus, la certificazione internazionale.

A partire da quell’anno, l’Unione Europea ha accettato la certificazione UNI EN 14961-2. Questa nuova normativa contribuisce ulteriormente a migliorare i parametri di giudizio per valutare il miglior pellet per stufe.

Quali sono le classi di pellet di qualità migliore

Sotto questo punto di vista entrano in gioco i concetti di “classe”. Esistono 3 differenti classi per valutare la qualità del pellet che prendono in esame la composizione chimica dello stesso e le caratteristiche fisiche. Sono disponibili la classe A1, la A2 e la classe B.

Sono numerose le caratteristiche che le distinguono. Le prime due classi, ad esempio, la classe A1 e la classe A2 hanno un range di qualità tra l’eccellenza e la media. La classe B, invece, è quasi unanimemente riconosciuta come quella più scarsa.

A questo proposito, è il caso di fare qualche ulteriore specifica sulla natura dei diversi prodotti in base alla classe.

All’interno delle tipologie di pellet, per quel che riguarda la classe B, ad esempio, bisogna sottolineare come questa classe sia caratterizzata anche da presenza di legni trattati chimicamente. La natura di questo tipo di pellet va a incidere direttamente su affidabilità, prestazioni e resistenza della stufa stessa.

Si dovrebbe preferire dunque un pellet certificato, in particolare il miglior pellet è quello EN Plus che non solo certifica la qualità di prodotto, ma anche il ciclo di vita e la tracciabilità.

Discorso a parte va posto sul tipo di pellet, cioè sulla legna attraverso il quale è prodotto.

Pellets faggio o abete: qual è il migliore?

A seconda dello scopo, il pellet può essere diverso, infatti lo stesso pellet può avere rese diverse a seconda della stufa in cui è impiegato. Per il riscaldamento domestico si sceglie solitamente un pellet dall’essenza dura, come il pellet di faggio, castagno, rovere o acero.

Questo pellet crea una fiamma corta e molto durevole ed è poco resinoso, certamente meno rispetto al pellet di essenze dolci, come quello di pino o il pellet di abete. Andiamo ad analizzare un paio di particolari che possono incidere sulla scelta tra pellet di abete o faggio. Tutte e due queste tipologie, come abbiamo visto, hanno vantaggi e svantaggi.

Come si consuma il pellet di faggio?

Sempre riguardo l’approfondimento su quale pellet scegliere, andiamo a vedere i consumi. Mettendo in conto le differenze dovute alla qualità stessa del pellet e la tipologia di stufa installata, come si consuma il pellet di faggio?

Il consumo di questa qualità di pellet è più veloce. Questo significa che serviranno maggiori quantità durante tutto il periodo invernare. La resa è ottimale, ma le quantità di sporco e residui di cenere saranno importanti.

Quali sono le qualità migliori per il pellet di abete?

Indispensabile precisare quali sono le qualità di pellet migliore per l’abete, perché disponibili in essenze più variegate. Il migliore pellet di abete è sicuramente quello in abete bianco e abete standard.

Queste due sono generalmente più prestanti, ma come controindicazione hanno un aumento delle percentuali di sporco. Con l’utilizzo di queste due essenze, quindi, è richiesta una maggiore attenzione nella manutenzione della stufa.

Tendenzialmente si è portati a sconsigliare l’utilizzo di pellet di cipresso. Un’essenza che non garantisce prestazioni ottimali a fronte di un’elevata produzione di sporco per stufa e canna fumaria.

Si sconsiglia anche il pellet di pino, perché crea una fiamma molto lunga ma poco durevole e crea tanto sporco, questo significa che la stufa va pulita spesso.

Per la scelta tra il pellet migliore tra faggio o abete, l’ideale per la tua casa è sicuramente il pellet di faggio, molto migliore del pellet di abete.

Come riconoscere il pellets migliore

La qualità di pellet migliore per stufe si riconosce non solo per la certificazione, ma anche a “occhio”. I migliori pellet sono lucidi, lisci e hanno pezzi non più lunghi di 30 mm. Un metodo casalingo per riconoscere quale pellet è migliore è questo: immergi il pellet in acqua e nota se si disfa o meno.

Se si disfa e affonda vuol dire che contiene additivi chimici, che possono nuocere alla salute e alla stufa stessa. Ma il pellet di qualità migliore è distinguibile anche in relazione ai consumi. Perché il pellet possa essere considerato conveniente, va valutato anche in base ai consumi che questo comporta.

Il primo aspetto da chiarire è proprio l’eterogeneità di questo fattore in base alla tipologia. Più in generale è possibile affermare che un consumo regolare in un sistema di combustione in salute è di 12 ore per un sacco da 15 kg.

Questo significa che ogni singolo sacco di pellet è in grado di riscaldare un ambiente per 12 ore ininterrotte. È possibile arrivare a un risultato del genere con qualche semplice calcolo?

No. Perché questi numeri possono essere valutati solo seguendo un ciclo di tests su diverse tipologie di pellet. Ma sulle prestazioni del pellet non incide solo la tipologia di legno usato e la sua classe. Un altro fattore che potrebbe cambiare le prestazioni del pellet è l’umidità.

Quanto è umido il pellet?

Proprio l’umidità è uno dei fattori che va a incidere sulle prestazioni e, quindi, su quale pellet comprare. Fai attenzione, quindi, quando acquisti un sacco di pellet. Aver preso quello di qualità migliore non ti esonera dal dover seguire alcuni accorgimenti.

Mantenere il pellet in un luogo umido può comprometterne le prestazioni. Un eccessivo tasso di umidità nel cilindro di pellet ne riduce la sua potenza calorifica. Non è solo questo il problema che potrebbe nascere, perché un pellet umido porta una maggior quantità di sporco all’interno della stufa.

Da qui la necessità di maggiori attenzioni nella manutenzione della stufa. Per questo motivo leggi sempre bene che la quantità di umidità del pellet non superi l’8% e ricordati assolutamente di sistemare le scorte in un luogo asciutto.

Pellets migliore – prezzi

Passiamo adesso a dare un’occhiata alle offerte per il pellet prezzo migliore, ricordando alcune specifiche importanti nella scelta di questo. Un sacco di pellet con un buon rapporto qualità prezzo deve possedere queste caratteristiche:

  • 12 ore di combustione per sacchi da 15kg;
  • certificazione UNI EN 14961-2;
  • legno di faggio;
  • umidità inferiore all’8%.

Seguendo questi criteri, eccoti una lista con i prezzi per pellet migliore sul mercato. Una serie di consigli precisi su come scegliere il miglior pellets e le offerte per il miglior pellet tra faggio o abete.

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