Compost domestico: che cos’è e come fare compostaggio nel modo giusto

Il compost è un terriccio naturale assolutamente perfetto per le piante che abitualmente si possono trovare in appartamento o balcone, ma anche per chi coltiva un piccolo o grande orto. Realizzare dell’ottimo compost è semplicissimo, basta seguire qualche piccolo suggerimento.

Abbiamo già parlato di come realizzare il concime organico per l’orto in modo naturale e fai da te,  adesso vogliamo introdurti all’arte del compost! Cosa è il compost? Il compost infatti è molto più potente come concimante, ma anche molto più elaborato; prevede una lunga preparazione, va “nutrito” e monitorato. Per fare il compost ci vuole pazienza; chi ha dimestichezza con il lievito madre sa, in piccolo, di cosa stiamo parlando. Vediamo di mettere insieme qualche informazione in più.

La prima cosa da fare è procurarsi o fare a mano una compostiera, cioè un contenitore fatto apposta per contenere il nostro concime naturale.

Poi toccherà scegliere gli “ingredienti” giusti per fare un buon concime al naturale. Ecco una guida pratica per fare il compostaggio domestico a regola d’arte.

Cos’è il compost

Il compost, chiamato anche terricciato o composta, si ottiene grazie ai processi di bio-ossidazione e umificazione. Questi processi portano alla formazione naturale di un composto altamente nutritivo, grazie alla rielaborazione di materia organica precedente. Il compostaggio avviene per merito di microorganismi che, posti nelle corrette condizioni, trasformano gli scarti naturali/alimentari in concime. Un concime ricco che rigenera la terra, secondo solo al letame per proprietà nutritive.

Fare il compost significa accumulare materiale biologico selezionato nelle giuste proporzioni e in un ambiente adeguato per creare un fertilizzante naturale. La formazione del compost richiede 6/9 mesi se hai intenzione di usarlo in giardino, mentre serviranno 9/12 mesi se desideri utilizzarlo nei vasi domestici. Ti sembra un tempo molto lungo? Lo è! Compostare è un processo che richiede pazienza e – proprio per questo – ci riavvicina anche ai ritmi naturali.
Attenzione però: non tutte le rimanenze alimentari vanno bene! Vediamo nello specifico cosa puoi usare per fare il compost.

Perchè fare il compost

Oltre ad essere un ottimo fertilizzante, il compost riduce il volume dei rifiuti domestici del 30/40%, specialmente se hai la possibilità di farlo in giardino o nell’orto, dove l’accumulo può raggiungere dimensioni discrete. La pratica del compostaggio è quindi altamente ecologica. In virtù di questo fatto, molti comuni italiani propongono un incentivo sulla tassa rifiuti per coloro che producono regolarmente compost.

Cosa mettere (e cosa NON mettere) nel compost

compost domestico

Un buon compost ha un suo equilibrio. L’importante è non sbilanciare eccessivamente il rapporto tra materie carboniose (brune-dure-secche) e materie azotate (verdi-molli-umide). Le prime contribuiscono ad areare il compost, le seconde a produrre umidità. Se il compost puzza, significa che hai inserito al suo interno troppi scarti organici animali, oppure che all’interno non circola aria a sufficienza. Se invece è troppo secco, dovresti cercare di integrare la dose d’acqua o di materie azotate.

Sarebbe bene che gli alimenti e gli scarti alimentari che usate per il compost non fossero troppo acidi, quindi meglio evitare limoni e arance in grande quantità, così come i latticini e i formaggi. Niente avanzi di carne o pesce, né salumi. Anche la Cenere di carbone, così come la fuliggine, il tessuto sono troppo lenti a biodegradarsi, quindi meglio evitare. Assolutamente da evitare anche le noci che contengono una sostanza, il juilione, che è nociva per alcune piante.

Ecco un elenco di cosa puoi inserire nel compost:

  • scarti vegetali, di giardino (tagli di siepi, erba), foglie verdi, rifiuti domestici (frazione umida), limitando al massimo i rifiuti animali (la carne) e avendo cura di mischiarli bene.
  • rami delle potature (possibilmente sminuzzati), paglia, foglie secche,rami e ramoscelli, olio di oliva, bucce di frutta, bustine di thé
  • fondi di caffè, filtri di tè, gusci di uova, gusci di noci, torsoli di mela, frutta andata a male
  • lettiere biodegradabili di animali erbivori (conigli, criceti, porcellini d’india, uccellini, ecc)
  • carta non patinata, non inchiostrata e non trattata
  • pezzi di cartone, sminuzzato e senza etichette adesive
  • i quotidiani opportunamente spezzettati
  • pezzi di tessuti 100% naturali (lana, cotone), ecc.

Bisogna stare attenti ad aggiungere con estrema parsimonia avanzi di cibi cotti e resti di piante che si decompongono troppo lentamente. Ogni due o tre mesi il compost va rivoltato e mescolato per favorire la respirazione. 

Cosa non devi assolutamente aggiungere al tuo compost?

  • Qualsiasi materiali sintetico o con parti sintetiche
  • Qualsiasi  scarto di pianta, falciatura o potatura abbia subito disinfestazioni chimiche o sia al momento attaccata da parassiti.
  • Scarti animali in eccesso; se ne può aggiungere una piccola quantità, ma sarebbe forse meglio evitare del tutto.
  • Lettiere di cani e gatti

Regola generale: nella compostiera va inserito più materiale secco che umido, quindi se hai inserito molti scarti vegetali, arricchisci il tuo compost con legnetti o cartone.

Dove fare il compost

Il luogo giusto per la compostiera è all’ombra, altrimenti il contenuto potrebbe marcire. Inoltre è importante che il piano di appoggio della compostiera sia il più piano e livellato possibile. Ti consiglio di non posizionare la compostiera troppo vicina a casa in quanto potrebbe sprigionare cattivo odore, a seconda del materiale che vi inserisci e dei tempi di decomposizione.

Ci sono essenzialmente tre metodi per conservare e curare il compost: il mucchio, la buca e la compostiera. Il mucchio lo si appronta all’aperto, in un angolo riparato, non soleggiato direttamente e schermato dai venti. Serve un discreto spazio, si tratta quindi di una soluzione ideale per chi possiede ampi giardini o orti.

Una seconda soluzione prevede di scavare una buca nel terreno e sistemare lì il nostro compost: la buca è un metodo meno invasivo a livello estetico, ma più complicato da gestire perchè tende a favorire troppo l’umidità.

Infine, la compostiera: ne vendono di apposite in commercio, ma si possono preparare (grandi o piccole) anche artigianalmente, sfruttando ad esempio cassette di legno; averne più di una permette di far “girare” il compost ed averlo sempre pronto.

Compost domestico: i tempi di preparazione

Il primo compost dovrebbe essere pronto dopo circa 6 mesi, ma la produzione vera e propria inizierà dopo circa un anno. Ogni mese dobbiamo girare con un bastone tutto il compost per ossigenarlo.

Se sentiamo cattivo odore, questo dipende dalla fermentazione perché, forse, non abbiamo girato abbastanza il composto oppure ci sono troppe sostanze umide. Girare bene e aggiungere legnetti dovrebbe aiutare.

Quando è davvero pronto?

Quando la superficie è quasi nera. Quando avrete ottenuto un colore scurissimo, allora, prelevatelo e date libero sfogo al vostro pollice verde.

La compostiera

compostiera

La compostiera può essere acquistata nei vivai o nei negozi che vendono articoli da giardinaggio, ma può essere anche realizzata in casa. I parametri da tenere in considerazione sono comunque lo spazio a disposizione e la quantità di rifiuti prodotta.

In base a queste valutazioni, si potrà anche organizzare una compostiera completamente hand made usando un grosso bidone per i rifiuti, forato opportunamente con un piccolo trapano, oppure, per chi ha quantità più grandi di rifiuti, si potranno usare delle casse di legno simili a quelle usate dagli ortolani.

In ogni caso il vostro compostiera dovrà essere senza fondo, quindi con una rete oppure molto traforata, e provvista di copertura.

In commercio si trovano anche con spese ridotte delle compostiere molto comode che garantiscono la giusta ossigenazione del terriccio interno. Sono disponibili in diverse misure e materiali e esistono anche piccole compostiere da appartamento, che si possono tenere nel piano della cucina, esteticamente adeguate.

Ma se vuoi davvero costruire una compostiera domestica, ecco un altro modello, più ecologico del precedente con il bidone di plastica. Ti servirà della rete da polli, dei vecchi stracci o una coperta, morsetti e qualche vecchio scatolone di cartone. Vediamo nel dettaglio.

Come costruire una compostiera:

Acquista:

  • Rete di plastica larga almeno 1 metro e lunga almeno 2,5 metri
  • Pali in legno di 1.5 metri
  • Chiodi da legno lunghi o morsetti
  • Scatole di cartone
  • Tappeti o coperte o vecchi stracci

Ecco come procedere:

  • Forma un quadrato con i pali, mettendoli a circa 75/80 cm di distanza l’uno dall’altro. I pali dovranno essere interrati di almeno 25/30 cm per mantenere stabile la struttura.
  • Passa la rete intorno ai pali e fermala con i chiodi o i morsetti. Lascia un lato con la rete aperta – come fosse una porta.
  • Taglia la rete in eccesso facendo il pari con i pali. Lascia che si apra a porta come spiegato prima, ma che sia precisa alla struttura.
  • Adesso puoi riempire la compostiera, avendo cura di fare uno strato di 15/20 cm sul fondo con cartoni e legnetti. Usa il tappeto (o gli stracci) per chiudere la compostiera a mò di tappo non appena avrai finito di riempirla.

Compostiere: modelli e prezzi

Vuoi acquistare una compostiera? Leggi il nostro articolo su come scegliere la compostiera da balcone oppure dai un’occhiata ai modelli migliori!

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