Legionella nell’acqua – Come difendersi

Legionellosi

In Italia ogni anno si ammalano di legionellosi circa un migliaio di persone, una malattia causata da un batterio appartenente al genere Legionella che penetra nell’individuo attraverso le mucose delle prime vie respiratorie.

La legionella si può contrarre respirando acqua contaminata diffusa in aerosol, in parole povere è rischioso aspirare acqua contaminata quando si fa la doccia.

Vi sono dei luoghi dove è possibile contrarre più facilmente la legionellosi se si è in presenza di una contaminazione dell’acqua: piscine, saune, bagni turchi e vasche idromassaggio.

Legionella sintomi – e conseguenze

L’infezione da legionella può provocare due forme distinte di malattie, una più lieve denominata Febbre di Pontiac, l’altra invece è la cosiddetta malattia del legionario.

La Febbre di Pontiac si manifesta con sintomi di natura influenzale: nausea, febbre, cefalea e tosse, mentre la malattia del legionario è molto pericolosa e si manifesta inizialmente come una polmonite acuta che se non ben individuata può portare al decesso.

Legionella pneumophila – La prevenzione

Per evitare la contaminazione dell’acqua e la proliferazione del batterio della legionella bisogna adottare delle misure efficaci e sistemiche per depurare i bacini idrici.

La prevenzione e l’eliminazione di fattori di rischio può ridurre o addirittura eliminare il rischio di contagio da legionella, per questo è necessaria una capillare e attenta manutenzione degli impianti idrici.

Una delle aziende specializzate nel controllo microbiologico dell’acqua è MBA Ambiente che propone un completo e accurato programma di monitoraggio e sorveglianza del batterio della legionella per ridurre o eliminare i rischi di contagio.

Per prevenire il contagio da legionella sono state emanate delle linee guida per “Il controllo e la prevenzione della Legionellosi” nell’ambito della normativa riguardante la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro; in questo decreto legislativo diventa obbligatorio per i datori di lavoro adottare le misure necessarie per eliminare i rischi di contagio.

In particolare, è necessario provvedere ad una manutenzione periodica degli impianti idrici in luoghi ad alto fattore rischio come strutture sanitarie, ricettive, edifici scolastici e sportivi, piscine e stabilimenti termali, dove l’acqua viene nebulizzata costantemente e può essere veicolata tramite i sistemi di condizionamento.

La prevenzione contro l’infezione da legionellosi parte dalla corretta progettazione e realizzazione degli impianti idrici compresi quelli di condizionamento, cercando di evitare ristagni di acqua e puntando su sistemi istantanei di produzione di acqua calda sanitaria. Una corretta realizzazione dei sistemi idrici non basta per ridurre il rischio di legionellosi ma è necessaria abbinarla ad una periodica e intensiva manutenzione.

Legionella condizionatore – La manutenzione degli impianti idrici

La manutenzione deve prevedere una pulizia periodica delle tubazioni, la decontaminazione dell’impianto idrico e la disinfezione degli impianti di ventilazione e di condizionamento, eseguita sempre da ditte specializzate.

É inoltre necessario pulire e decontaminare tutti i serbatoi dell’acqua e i sistemi di umidificazione dell’aria. Nelle strutture ricettive e negli impianti sportivi bisogna effettuare con regolarità una pulizia accurata dei diffusori delle docce e dei rubinetti e procedere alla disinfezione dei filtri dei condizionatori.

Per evitare o ridurre la proliferazione del batterio della legionella si possono eseguire anche dei trattamenti specifici con agenti chimici o termici. Uno dei trattamenti più usati per la disinfezione degli impianti idrici è un lavaggio temporaneo della rete idrica con biossido di cloro, o in alternativa si può eseguire una microfiltrazione dell’acqua installando una barriera meccanica in grado di rimuovere completamente il batterio della legionella.

Altri trattamenti prevedono l’utilizzo di raggi ultravioletti o l’esecuzione trattamenti termici atti a provocare uno shock termico impostando la temperatura dell’acqua a 70-80° C per tre giorni consecutivi.

Dopo aver eseguito uno dei trattamenti di disinfezione è necessario entro le 48 ore consecutive procedere ad un controllo microbiologico attraverso l’analisi di laboratorio su campioni di acqua calda sanitaria.

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