Decalcificatore d’acqua per caldaie e scaldabagni: che cos’è, a cosa serve

decalcificatore acqua per caldaie e scaldabagni

Cos’è il decalcificatore d’acqua per caldaie e scaldabagni? Dove si acquista e come funziona? A cosa serve? È obbligatorio averlo? Oggi cercheremo di rispondere a tutte queste domande perché riguardano un argomento molto importante da cui dipende la salute e la lunga durata di caldaia, scaldabagno e impianto idrico. Nello specifico ci riferiamo ad uno strumento esterno che si aggiunge al corpo macchina di caldaia e scaldabagno e che riduce l’effetto del calcio sulla struttura e sui rubinetti domestici. Come saprai l’acqua ricca di calcio, ovvero molto dura, a lungo termine compromette il buon funzionamento del sistema idraulico di casa e, quindi, colpisce rubinetti, termosifoni e persino elettrodomestici. Quindi il decalcificatore d’acqua per caldaie e scaldabagni è fondamentale e tutti dovrebbero sempre utilizzarlo e curarlo. Vediamo nello specifico di cosa si tratta e come funziona.

Cos’è il decalcificatore?

Il decalcificatore è uno strumento esterno alla caldaia che riduce l’azione del calcio su filtri e rubinetti. È indicato per le zone in cui l’acqua è molto dura e assicura il buon funzionamento dell’apparecchiatura. Difatti preserva i canali dalle incrostazioni interne, soprattutto sugli scambiatori, nelle tubature e nei filtri del rubinetto. In questo speciale filtro viene inserito il sale polifosfato o il polifosfato liquido che trasforma il carbonato di calcio in polifosfato complesso di calcio. Cosa significa? Che tramite una polverina bianca che si calda a contatto con l’acqua avviene una reazione chimica tale per cui le incrostazioni vengono disciolte e preservate. Non solo! Il decalcificatore preserva il consumo elettrico e di gas della caldaia e, quindi, incide notevolmente anche sui consumi e sui relativi costi in bolletta.

Decalcificatore liquido ed in polvere

Esistono due tipologie in commercio, ovvero quelle a Sali polifosfati e quelli a sali liquidi. I primi sono la tipologia meno recente e si caratterizza da un’ampolla in plastica entro la quale vanno periodicamente reintegrati i Sali. Il consumo dei Sali polifosfati dipende dalla quantità di acqua calda prodotta dalla caldaia ma, generalmente, deve essere ricaricato circa una volta ogni cinquanta giorni. La procedura è semplice perché basta spegnere la caldaia, chiudere i rubinetti e svitare l’ampolla che è esterna alla caldaia o allo scaldabagno. Poi occorrerà risciacquare sotto acqua corrente i residui e riempirla con i Sali, generalmente forniti dal caldaista o dal tecnico.

Il decalcificatore a polifosfatiliquidi è quello più recente, nonché quello più pratico da utilizzare. La ricarica è immediata perché occorre semplicemente cambiare la bottiglia di ricarica apposita senza chiudere l’acqua o procedere con altre azioni complesse. I decalcificatori a polifosfati liquidi possono essere installati sotto la caldaia o sotto lo scaldabagno, anche laddove dovesse esserci poco spazio a disposizione.

Il decalcificatore è obbligatorio? Certo che si

Questo componente esterno non è solamente fondamentale per la salute della caldaia (e dello scaldabagno) ma è anche obbligatorio per legge. Difatti dal 2007 questo componente è obbligatorio per tutti i possessori di una caldaia. L’obbligo del decalcificatore è regolato dal DPR 59 del 25 giugno 2009, un testo normativo che distingue gli impianti a seconda della potenza.

Questo decreto attua il Decreto Legge del 19 agosto del 2005, il testo di attuazione della direttiva Comunitaria concernente il rendimento energetico edilizio. Tale testo prevede espressamente che tutte le categorie di edifici nuovi e ristrutturati o quelli in cui siano stati installati impianti termici nuovi sono sottoposti all’obbligo di utilizzo del decalcificatore, nel caso in cui la durezza dell’acqua sia superiore a 25 gradi francesi. Contatta il tuo tecnico di fiducia e chiedi consigli su come adeguarti alla norma, soprattutto se usi un vecchio modello e ti sei reso conto che calcare e consumi in bolletta sono diventati troppo impegnativi.

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