Categoria catastale C2: tutto quello che c’è da sapere

Categoria catastale C2

La categoria catastale C2 fa parte del mondo degli immobili e delle relative classificazioni di accatastamento. Si tratta di un mondo che per i non addetti ai lavori può diventare significativamente complesso. Con questa guida, tuttavia, siamo certi che chiariremo tutti i tuoi dubbi. Nello specifico oggi ci occuperemo della categoria catastale C2, di come questa serva a determinare l’IMU, il valore di un immobile e le relative pertinenze.

Categoria Catastale C2: cos’è e a cosa serve?

La categoria catastale C2 corrisponde ai magazzini e ai depositi, nella quale rientrano unità per il contenimento e l’esercizio della vendita di prodotti, merci o manufatti. All’interno della categoria C2 rientrano anche fienili agricoli e non agricoli, soffitte e cantine unite o separate dall’abitazione principale.

Il documento a cui far riferimento per la categoria catastale C2 è la Circolare n.2/E del 1 febbraio 2016 che stabilisce informazioni specifiche soprattutto per ciò che riguarda le cantine. Per le nuove costruzioni, quindi, cantine, depositi e rimesse che sono accessibili da strada esclusiva, corte o complessi sono considerate unità immobiliari a sé stanti. Quando le cantine sono comunicanti direttamente con le abitazioni queste sono pertinenza delle stesse e, quindi, sono correlate e prive di autonomia e redditualità.

La differenza rispetto a ciò che avveniva prima del 2016 risiede nel fatto che le cantine e i sottotetti di un’unità immobiliare venivano inseriti nella planimetria come vani accessori.  Per le costruzioni successive al 2016, invece, l’ingresso indipendente svincola le cantine e le soffitte dall’unità immobiliare e rende necessario l’accatastamento di categoria C2. Questo aumenta la rendita catastale e, di conseguenza, anche il calcolo delle tasse dovute.

Posso evitare di accatastare una cantina o una soffitta indipendente?

Assolutamente no. Questa categoria è necessaria al calcolo delle imposte, delle ristrutturazioni o delle variazioni dell’immobile. In caso di mancato accatastamento le sanzioni sono molto severe perché il fatto costituisce un illecito. L’accatastamento è obbligatorio sia per nuove costruzioni che per interventi di modifica di categoria catastale. L’accatastamento deve essere effettuato ogni volta che la planimetria presente al catasto non corrisponde più alla realtà, anche nel caso di cambi di destinazione d’uso. Per proceder occorre contattare un esperto a cui affidare la pratica.

Altre categorie catastali simili

La categoria catastale C2 serve a determinare la pertinenza e la relativa IMU da pagare. Essa è soggetta a IMU proprio perché viene considerata di pertinenza di un immobile. Per legge un’abitazione può avere un massimo di tre pertinenze accatastate come categorie C2, C6 e C7. Rispettivamente queste categorie corrispondono a magazzini, cantine e solai – stalle e garage – tettoie.

Quindi una cantina e una soffitta non sono pertinenza della stessa unità immobiliare perché appartengono alla stessa categoria C2. Ai fini della determinazione delle tasse, quindi, si dovrà stabilire quale sarà di pertinenza dell’unità e quale dovrà essere considerata indipendente.

Meglio affidarsi ad un professionista

Il calcolo dell’IMU per la categoria C2 si calcola con aliquota fissata dal comune con un moltiplicatore fisso e una rivalutazione del 5%. Sono calcoli complessi che andrebbero affidati ad un professionista. Questo perché si potrebbero commettere errori grossolani per cui la legge non ammette ignoranza. Un errore tipico è quello di far confusione tra la categoria C2 e C1. Quest’ultima è riferita a negozi e attività commerciali e segue regole molto differenti in termini di rendita catastale.

 

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