Addolcitori d’acqua: cosa sono e quali sono i migliori?

Addolcitori d'acqua

Oggi parliamo di addolcitori d’acqua, indispensabili per avere in casa acqua sanitaria limpida e pulita. Vi è mai capitato di notare una fastidiosa patina bianca sulle stoviglie? Avete notato che l’acqua del rubinetto, talvolta, viene giù di un colore biancastro? Queste situazioni si verificano solitamente in presenza di calcare nell’acqua ed è una condizione che riguarda chi vive in zone calcaree oppure per quelle abitazioni che prelevano acqua da pozzi e acquedotti.

A cosa servono gli addolcitori d’acqua?

Gli addolcitori d’acqua servono per rendere l’acqua meno calcarea e, quindi, meno dura. Questo perché l’acqua ad alta concentrazione di calcare è caratterizzata da concentrazioni di Sali di Potassio e Magnesio. La durezza dell’acqua è espressa in gradi francesi ed è indicata con una F maiuscola. L’acqua potabile ha una durezza tra i 15 ed i 50 F dove quelle dure sono comprese tra 18 e 30 F mentre quelle al di sopra dei 30 F sono considerate acque molto dure.

L’acqua che scorre nei nostri rubinetti è infatti assolutamente potabile, ma ricca di calcare e sali minerali cristallizzati, che possono dare problemi alla salute – in particolare in persone sensibili con problemi ai reni che possono infatti a lungo andare vedere la formazione di renella o calcoli a causa del calcare contenuto nell’acqua – e sono assolutamente dannosi per i nostri elettrodomestici perché vanno a depositarsi proprio nelle serpentine fino a danneggiarle. minando anche l’efficienza energetica.

Generalmente la potabilità dell’acqua è garantita dai controlli qualità del proprio Comune di residenza ma è quelle calcaree entro i 50F sono considerate potabili. Calcio e magnesio sono utili per la salute, entro certi limiti. È chiaro che non possiamo dire che l’acqua calcarea sia dannosa perché noi non ci occupiamo di salute medica per cui questa affermazione non è vera per tutti, soprattutto per chi è predisposto a sviluppare calcoli.

Quali sono i reali vantaggi?

L’acqua addolcita è sicura e buona da bere, ma non sono solo questi i vantaggi che porta l’installazione di un addolcitore. Non rovina le serpentine degli elettrodomestici, aiuta a usare meno detergente e consente di usare lavaggi brevi. Il bucato risulta più morbido e pulito e piatti e stoviglie più lucenti. Non troverai più incrostazioni di calcare sui tegami! Vantaggi anche per il riscaldamento perché migliora l’efficienza delle caldaie.

Gli addolcitori servono quindi non solo per rendere l’acqua meno dura, ma anche a preservare rubinetti ed elettrodomestici. Pensate alle rubinetterie del bagno e a come si riducono quando sono incrostate di calcare. A volte i soffioni si intasano al punto da affievolire il getto dell’acqua e danneggiarsi. Il calcare, inoltre, è la causa principale di guasti e malfunzionamenti degli elettrodomestici che si servono di acqua domestica come lavatrice e lavastoviglie ma anche caldaie e riscaldamento.

Difatti le incrostazioni di calcare possono mandare in blocco la caldaia, creare malfunzionamenti nei termosifoni oppure danneggiare irreversibilmente lavatrice e lavastoviglie. Per questo l’addolcitore serve a preservare il funzionamento idraulico della vostra abitazione e a evitare di dover correre a riparazioni e sostituzioni continue. Investendo in un addolcitore d’acqua risparmierete un sacco di soldi in guasti e riparazioni e migliorerete anche l’aspetto di capelli, abiti, stoviglie e utensili da cucina, tutti “luoghi” in cui il deposito di calcare si manifesta in modo piuttosto evidente e fastidioso.

Come funziona un addolcitore (o decalcificatore) d’acqua

Il decalcificatore per acqua domestica è un apparecchio in rado di alleggerire la carica di calcio e magnesio presente nell’acqua potabile. Si collega direttamente all’impianto e rimuove gli ioni di carica positiva scambiandoli con quelli di carica negativa. Capiamo meglio: gli ioni positivi che incontriamo nell’acqua e sono responsabili del calcare sono calcio, magnesio e ferro. Questi vengono scambiati con minerali come sodio e potassio che hanno carica negativa e allontanano la formazione del calcare. Possono lavorare in modo automatico, semi automatico o manuale. Tutti hanno un serbatoio dove avviene lo scambio e una vasca di fuoriuscita per il drenaggio.

Gli addolcitori trattengono il calcare grazie alle resine cationiche e a una centralina che regola le rigenerazioni calcaree in proporzione al volume di acqua erogato. La rigenerazione è un processo di lavaggio cadenzato a base di cloruro di sodio che lava le resine e scarica il calcare trattenuto.

Un addolcitore svolge questo delicato compito richiedendo poca manutenzione a patto che si utilizzi un buon sale che non rilasci scorie di salamoia nell’acqua. Per chiarezza informativa dobbiamo avvertirvi che esistono più tipologie di addolcitori d’acqua e i più diffusi sono quelli a polimeri a scambio ionico o ad osmosi inversa. Ci sono anche modelli che usano gli agenti chelanti e quelli che addolciscono l’acqua tramite i principi del magnetismo o attraverso i processi di elettrolisi per rimuovere gli ioni che la rendono dura.

A prescindere dal modello che sceglierete vi basta sapere che gli addolcitori lavorano mediante reazioni chimiche che separano l’acqua dai depositi di Sali di magnesio e potassio e che la loro utilità è indicata per chi vive in zone calcaree rischiando di compromettere seriamente gli impianti idraulici domestici.

Tipologie

Sul mercato esistono diverse tipologie di addolcitori di acqua che si distinguono principalmente tra quelli destinati ad un uso domestico e quelli per l’utilizzo industriale. Inoltre possiamo dividerli in modelli:

  • scambio ionico
  • campo magnetico
  • con valvola a tempo
  • volumetrici
  • doppio corpo
  • cabinati

Dato che l’argomento è parecchio vasto proveremo a fare una sintesi di tutto quello che c’è da sapere.

Gli addolcitori a scambio ionico funzionano eliminando gli ioni positivi che sono quelli di Calcio e Magnesio, indicati rispettivamente con Ca2+ e Mg2+. Funzionano facendo passare l’acqua su un letto di resine all’interno di un serbatoio che trattengono gli ioni positivi e li scambiano con quelli di Sodio.

Questo tipo di addolcitore richiede una rigenerazione periodica perché le resine devono essere “ricaricate” e, quindi, servirà una soluzione di Cloruro di Sodio (il sale da cucina) che si trova nel “tino salamoia”. I processi di addolcimento sono automatici ma le rigenerazioni possono essere programmate manualmente con sistemi di valvola a tempo o con sistemi volumetrici. Nel primo caso si stabilisce un intervallo di tempo prefissato mentre nel secondo il processo di rigenerazione inizia quando sono passati tot volumi di acqua.

A questo punto, sorge la domanda: meglio un addolcitore con valvola a tempo o con sistema volumetrico?

Non possiamo darvi una risposta univoca perché non c’è. Semplicemente bisogna considerare l’impiego di acqua in casa, fare una stima dei consumi e farsi consigliare la miglior soluzione sulla base di questi dati.

Addolcitori a doppio corpo e cabinati

I primi sono modelli con due elementi distinti tra loro: un filtro che contiene le resine e il serbatoio di stoccaggio del sale, ovvero il tino salamoia. Quelli cabinati, invece, possiedono un unico serbatoio filtrante all’interno del tino salamoia. Sono più compatti dei primi e si presentano anche in forma semi cabinata, ovvero con il tino salamoia avvolto al corpo filtrante. In questo caso sono più pratici per le operazioni di manutenzione e pulizia perché non devono essere smontati.

Come scegliere un addolcitore per acqua

A cosa ti servono tutte queste informazioni complesse? Semplicemente a farti capire che i sistemi di addolcimento dell’acqua sono tanti e presentano soluzioni su misura per qualsiasi tipo di abitazione. Prima di scegliere un particolare modello dovrai valutare lo spazio di cui disponi, l’area in cui è preferibile installarlo e i costi di acquisto, montaggio e manutenzione.

A questo si aggiungono le stime sui consumi, le periodicità di manutenzione e il costo di acquisto del sale che dovrai inserire nel tino. Generalmente i modelli standard hanno costi relativamente contenuti ma consigliamo di vagliare almeno cinque o sei preventivi prima di capire quale cifra andrete a spendere.

Considerate anche che installare un addolcitore significherà risparmiare in costi di manutenzione di radiatori, termosifoni, caldaie e rubinetterie ma anche sull’obsolescenza di lavatrici e lavastoviglie. A questo si aggiunge il risparmio in corrente elettrica di caldaie e boiler ma anche quello di prodotti detergenti per la rimozione del calcare. Il consumo elettrico dei modelli più recenti è piuttosto trascurabile perché richiede piccolo alimentatori per il timer da 12V-3W.

Migliori modelli e prezzi

 

Lascia un commento