SCIA in sanatoria: che cos’è, quando serve, come richiederla e costi annessi

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Quando si tratta del mondo dell’edilizia, e soprattutto delle sue pratiche annesse, non è raro imbattersi in quelle di tipo sanatorio e di condoni. Tra di esse, balza all’occhio soprattutto quella che viene chiamata SCIA in sanatoria, e non sempre si ha chiaro quale sia il suo significato e la sua regolamentazione generale. In questo articolo andremo ad approfondire che cos’è, quando serve e come richiederla, e soprattutto quali sono i suoi costi.

SCIA in sanatoria: che cos’è

Quando si parla di SCIA in sanatoria si tratta della Segnalazione Certificata di inizio attività, conosciuta anche con il nome SCIA tardiva. Questo tipo di certificazione andrà a certificare il fatto di aver sanato un determinato abuso edilizio commesso, che potrà essere effettuato anche “in ritardo” laddove si sia agito senza aver degli specifici permessi edilizi o per difformità di questi ultimi. Attraverso questa certificazione, si potrà porre rimedio e rimettersi in pari agli occhi delle leggi vigenti.

Quando serve la SCIA in sanatoria

La SCIA in sanatoria sarà necessaria per tutti quegli interventi edilizi che sono stati eseguiti senza le apposite certificazioni e permessi, e il suo utilizzo legittima tutti gli abusi commessi in passato o in periodi recenti.

La pratica di SCIA in sanatoria può essere anche sostituita, in determinati casi, dalla CILA in sanatoria, ma ciò dipenderà da caso in caso poiché quest’ultima è certamente una pratica più semplice e meno dispendiosa. Nei casi in cui l’abuso fatto sia particolarmente consistente, non basterà presentare la SCIA, bensì sarà necessario il PDC, ossia il Permesso di Costruire in sanatoria, conosciuto anche come Concessione edilizia.

Può essere utilizzata non solo in maniera postuma all’abuso, bensì anche durante la realizzazione stessa. Sono molti i casi in cui potrà essere necessario utilizzare la SCIA, andando a risolvere problemi di cattiva informazione o erronee convinzioni, più o meno consapevoli, durante le fasi di costruzione. Molto spesso questo genere di problemi legati agli abusi possono presentarsi durante la vendita degli immobili, costringendo i vecchi o i nuovi proprietari a dover sanare gli eventuali vecchi abusi eseguiti.

Come richiedere la SCIA in sanatoria

Per poter ottenere la SCIA in sanatoria sarà fondamentale rivolgersi, quanto prima, a un tecnico che possa accertarsi dell’abuso e della possibilità di richiedere tale pratica edilizia. Grazie al tecnico potrai comprendere se rientri nei casi in cui richiedere la SCIA, e risolvere prontamente gli abusi edilizi di cui disponi per poter risolvere gli errori commessi o trovati.

I costi della SCIA in sanatoria

I costi della SCIA in sanatoria dipenderanno essenzialmente dall’entità dell’abuso da risolvere, se si tratta di un errore nel passato o durante la fase della costruzione, oltre che dal fatto stesso se l’abuso sia o meno sanabile nei confronti della legge.

Per valutare il costo si dovrà tenere conto della parcella del professionista tecnico a cui ti affiderai, oltre che ai costi della presentazione della domanda stessa per ottenere la certificazione. Oltretutto, devi considerare anche la sanzione pecuniaria a cui corrispondere per l’abuso da risolvere. Per questa motivazione, è spesso difficile sapere a priori quali saranno i costi della SCIA in sanatoria, tenendo contro che, normalmente, solamente la sanzione può variare sensibilmente da un minimo di 500 euro fino a un massimo di oltre 10.000 euro.

Per concludere, la SCIA in sanatoria può essere la soluzione ottimale per risolvere i problemi dei tuoi immobili laddove siano presenti degli abusi edilizi del passato o in fase d’opera. L’importante sarà trovare un bravo tecnico di fiducia, come un architetto, che sia in grado di individuare prontamente le problematiche e avviare la richiesta della giusta certificazione per poter risolvere il problema quanto prima e mettersi in pari con le norme attuali vigenti.

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