Quando controllare la caldaia diventa necessario

La manutenzione della caldaia è di fondamentale importanza per il corretto funzionamento di tutto l’impianto, da cui dipendono non solo la sicurezza e la qualità delle prestazioni, ma anche il rendimento, che a sua volta incide sul livello di inquinamento prodotto e sui consumi. Con una manutenzione periodica, è possibile prevenire la maggior parte dei guasti e dei malfunzionamenti, che potrebbero dare vita a incendi o ad altri eventi pericolosi, e che anche nei migliori dei casi richiederebbero una riparazione dispendiosa dal punto di vista economico. La manutenzione, inoltre, permette di evitare eventuali cortocircuiti del sistema elettrico e scongiura il rischio che le tubature si intasino.

I motivi per cui è necessaria la manutenzione

Sul fronte della sicurezza, manutenzioni eseguite a cadenze regolari evitano l’accumulo nelle stanze di monossido di carbonio e permettono di prevenire la fuoriuscita di gas, che a sua volta potrebbe comportare esplosioni o intossicazioni. Oltre che un obbligo di legge, la manutenzione della caldaia è – in sintesi – un favore che facciamo a noi stessi, poiché tale operazione ci permette di vivere in un luogo sicuro e pulito.

Le norme in vigore

Il riferimento normativo su questo tema va individuato nel Decreto del Presidente della Repubblica n. 74 del 15 aprile del 2013, che tiene conto delle prescrizioni Ue in materia dopo che il nostro Paese era stato sottoposto a una procedura di infrazione per non essersi adeguato alla Direttiva Europea 2002/91/CE. Il decreto è entrato in vigore il 12 luglio del 2013, e stabilisce le prescrizioni da rispettare per la manutenzione della caldaia e, più in generale, degli impianti di climatizzazione. L’intervallo di tempo tra un controllo e quello successivo è indicato dall’installatore; nel caso in cui egli non vi provveda, è compito dell’utilizzatore contattare un tecnico specializzato che dovrà identificare il sistema e segnalare la cadenza da rispettare per gli interventi di manutenzione.

Come si svolge la manutenzione

La normativa in questione fa riferimento alla manutenzione ordinaria, che è quella che serve ad assicurare che il sistema funzioni in maniera appropriata e che non vi siano pericoli correlati alla sua usura o a quella di sue parti. Essa, in genere, deve includere la prova di tiraggio della canna fumaria, la pulizia dello scambiatore lato fumi, la pulizia del bruciatore e il controllo del funzionamento dei dispositivi di comando per la regolazione. Contattando una ditta specializzata nella riparazione caldaie a Roma, si può usufruire dei servizi di un tecnico qualificato, che provvede anche a verificare la regolarità dell’accensione e a esaminare i dispositivi di sicurezza, di controllo e di protezione. Non solo: nell’ambito di una manutenzione accurata occorre anche monitorare tutte le parti usurabili, come per esempio le guarnizioni di tenuta, gli elettrodi, i pressostati, la camera di combustione, i ventilatori e gli ugelli. Inoltre, il tecnico è tenuto ad accertare l’assenza di perdite di acqua e a controllare che non vi siano oggetti in grado di ostacolare il deflusso dei prodotti della combustione.

Il controllo dei fumi: ogni quanto farlo

La verifica dei fumi della caldaia rientra nell’ambito del controllo di efficienza energetica, la cui periodicità viene individuata dalla legge in base alla tipologia di impianti di combustione. Per esempio, è necessario provvedere ai controlli una volta ogni due anni per gli impianti domestici che funzionano con un combustibile liquido o solido la cui potenza non superi i 100 kW ma sia di almeno 10 kW; una volta ogni quattro anni, invece, per gli impianti domestici che rientrano nello stesso intervallo di potenza ma che funzionano con il gpl o con il gas.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome