Co housing – quando il risparmio energetico passa dalla condivisione degli spazi

Ogni giorno nel nostro quotidiano siamo costretti a sostenere numerose spese, la casa ad esempio è una delle voci che gravano maggiormente sul bilancio di ogni famiglia. Costi per l’energia elettrica, ma anche quelli per il gas e acqua, tutte utenze fondamentali all’interno di ogni abitazione. Cosa fare per ridurre i consumi e per non ritrovarsi con grosse sorprese poi nella bolletta? Abbiamo già avuto modo di vedere quanto sia importante monitorare i nostri consumi e soprattutto cercare di ridurli, così da garantire il risparmio energetico. Esistono però dei metodi alternativi.

Avete mai sentito parlare di cohousing? La parola d’ordine nell’ambito del cohousing è condivisione, l’unione di più persone che si uniscono in quelli che sono definiti “villaggi urbani”.

In realtà, il cohousing non è certo una novità. Il concetto infatti, è nato diversi anni fa precisamente negli anni sessanta, nell’Europa del Nord. Da qui poi, tale filosofia si è diffusa soprattutto in Danimarca, Stati Uniti e Australia e da qualche anno sta avendo un discreto successo anche in Italia.

A prima vista il cohousing appare dall’esterno come un’importante sfida dal punto di vista sociale. Questo perché diverse famiglie decidono di riunirsi in villaggi, di norma composti da 20-40 abitazioni, e condividere ogni aspetto che riguarda la propria vita. Ci sono famiglie con bambini, oppure single ma anche anziani. L’età media di chi sceglie di abitare in questo tipo di villaggi è di circa quarant’anni.

Ogni famiglia è autonoma, cioè ciascuna di queste possiede una propria abitazione. Coesistono quindi degli spazi privati e ad altri invece condivisi con gli altri, quindi degli spazi comuni. Tra questi spesso micronidi ove lasciare i bambini, spazi ricreativi, e ancora giardini o palestre. Non mancano poi lavanderie, dispense e magazzini in comune.

Quali sono i vantaggi di questo vivere insieme? Con la condivisione le famiglie riescono ad ammortizzare costi di vario genere, partendo innanzitutto dalle spese di realizzazione dei complessivi abitativi. Questi sono spesso ricavati da strutture preesistenti, magari dei fabbricati industriali, ove il grande spazio presente favorisce la convivenza e la condivisione tra le diverse famiglie. Condivisione significa però anche aver rispetto dell’ambiente. Si parte quindi da un risparmio in fase di costruzione dell’abitazione, per passare poi a una riduzione di costi delle attività quotidiane. La spesa quotidiana si fa, ma spesso con il ricorso a dei gruppi di acquisto.

Quali i benefici dal punto di vista del risparmio energetico? Con il cohousing i consumi energetici si abbattono del 10-15% per ogni abitante. Riduzione dei consumi che si ripercuote poi in bolletta che tende a essere meno onerosa del solito. Per questo motivo molte abitazioni sono costruite in modo da creare il minimo impatto ambientale, e soprattutto facendo ricorso a strumenti di energia pulita e alternativa.

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