Abbiamo parlato e parliamo spesso di ristrutturare casa in ottica di risparmio energetico. Ricordate quando parlammo della casa di Mercalli? Sulla scia di quel tipo di ristrutturazione, dove ricordiamo erano stati usati pannelli solari, pompe di calore e orto domestico (oltre a tanti altri piccoli accorgimenti che contribuiscono a aumentare il risparmio energetico) oggi vi parliamo delle tegole fotovoltaiche.

Sì, ho detto proprio tegole e non pannelli. Non sono una novità recentissima, molti di voi ne avranno già sentito parlare, ma rimangono ancora decisamente innovative (almeno fino alla prossima scoperta scientifica).

Le tegole fotovoltaiche non sono altro che semplici tegole che hanno già compreso nella struttura dei piccoli pannelli fotovoltaici. Non solo usano il sole per produrre energia, ma anche per isolare la casa. infatti il particolare materiale di cui sono composti i mini pannelli, contribuisce a schermare l’abitazione dalle temperature esterne. Il tutto con una perfetto connubio dal punto di vista visivo.

A seconda delle esigenze specifiche di ogni singola abitazione ( in funzione della posizione geografica, del clima e della esposizione al sole) le tegole fotovoltaiche possono essere scelte in materiale di diverso spessore, per rendere il perfetto isolamento per ogni esigenza.

Come tutte le tegole, anche quelle fotovoltaiche possono essere piane o marsigliesi. La differenza sta non solo nell’estetica, ma anche nell’efficienza. Le tegole piane non si fanno ombra. Le tegole marsigliesi, invece, sono quelle che hanno die ‘gobbe’ laterali che servono per perfezionare l’incastro tra una tegola e l’altra e hanno però una piccola controindicazione: in alcune ore della giornata si fanno ombra a vicenda.

Questo che comporta? Prima di tutto una maggiore attenzione durante l’installazione e quindi, probabilmente, un maggior costo di installazione. Inoltre la presenza dell’ombra sui piccoli pannelli, seppure limitata in pochi periodi durante il giorno, può creare problemi al pannello stesso e creare piccole incongruenze.

Le ombre localizzate infatti danno fenomeni di hot-shot cioè di riscaldamento eccessivo delle celle ombreggiate. Queste celle a questo punto, anziché produrre corrente la assorbono da quelle vicine… insomma un cane che si morde la coda. Che significa tutto questo? Che si deve rinunciare a questo tipo di tecnologia? Assolutamente no. Piuttosto che si deve investire in maniera intelligente, affidandosi a seri professionisti del settore e scegliendo solo il meglio che il mercato ha da offrirci, per essere certi di non gettare al vento i nostri soldi.

Post By Francesca Oliva (91 Posts)

Web Writer Freelance che si sveglia al mattino con un solo pensiero: scrivere. Tra le tante collaborazioni, per eTerra si occupa di Ecologia e Risparmio energetico, due delle sue grandi passioni.

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