La pagella energetica è adesso obbligatoria per la vendita di un immobile. Lo sentenzia il Decreto delle Rinnovabili. Ma qual è il problema? Che chi non lo segnala non è sanzionato, salvo che nella regione Lombardia. Quindi, come comportarsi?

Dal 1° gennaio 2012 è entrato in vigore l’obbligo di esporre, nell’annuncio di compravendita, la certificazione energetica dell’edificio. Questa comporta sia l’inserimento della sigla riferente della classe energetica, che l’indice di prestazione energetica. La classe energetica viene indicata da A+ , la massima, fino a G, la minima, ed è obbligatoria solo in Lombardia, Emilia Romagna ed Umbria.

L’indice di prestazione energetica è invece obbligatorio in tutta Italia e, in soldoni, è un numero che indica le prestazioni energetiche dell’immobile, espresso in KW ora su Mq nell’arco temporale di un anno. Queste certificazioni devono essere rilasciate da apposito tecnico e solitamente richiedono 3 mesi per essere pronte. Queste norme sono regolate da una legge nazionale, con la possibilità alle varie regioni e province, di modificarla a seconda delle esigenze territoriali. Alcune regioni non hanno fatto modifiche sostanziali, come l’Emila Romagna, altre invece si sono mosse diversamente.

In Lombardia ad esempio, sono state istituite delle sanzioni nei confronti di chi non rispetta la legge e non indica il certificato energetico nell’annuncio di compravendita. Questo comporta una grossa discrepanza a livello nazionale. A parte la Lombardia, infatti, in tutte le altre Regioni, la certificazione energetica viene vista come un consiglio e non come un obbligo. Questo la rende un elemento utile esclusivamente per chi acquista l’immobile, e non un elemento obbligatorio e quindi sanzionante per chi vende.

Ma in cosa consiste e per quali immobili deve essere redatta? Tutti gli immobili a scopo abitativo, compresi quelli con contratto di locazione devono redigere questa particolare certificazione. Il responsabile è colui che pubblica l’annuncio, quindi potrebbe essere l’agente immobiliare, piuttosto che una persona di fiducia del proprietario o il proprietario stesso. Capite bene quanto sia complicata la situazione e assolutamente poco chiara.

C’è un altro aspetto da tenere in considerazione. I risultati della certificazione, quindi sia la classe energetica che l’indice di prestazione, dovrebbero essere presenti sia sui cartelloni pubblicitari appesi fuori dalle abitazioni, che su gli annunci cartacei o web. Ma senza alcuna sanzione, verranno redatti veramente? E senza alcuna sanzione, non ci sarà neppure controllo… quindi nessuno vieta di segnare l’abitazione in una classe diversa da quella reale. Per ovviare a questo problema, alcune regioni hanno aggirato l’ostacolo dicendo che chi non ha il certificato energetico potrà segnare la abitazione come in classe G, la minore.

Di seguito troverete alcune tabelle relative alla certificazione che vi aiuteranno a schiarire le idee.

 

Fonte: http://www.confappi.it/news/9027

Photo Credit: © Alberto Masnovo – Fotolia.com

Post By Francesca Oliva (91 Posts)

Web Writer Freelance che si sveglia al mattino con un solo pensiero: scrivere. Tra le tante collaborazioni, per eTerra si occupa di Ecologia e Risparmio energetico, due delle sue grandi passioni.

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