Coltivare l’orto è un gran bel passatempo, farlo in maniera ecologica e biologica è ancora meglio. Ma coltivare l’orto sinergico è un’altra cosa.  L’agricoltura sinergica risponde sia alle problematiche reali, terrene diciamo, che a quelle spirituali, permettendo di relazionarsi con la natura e le nostre coltivazioni.

L’obiettivo della coltivazione sinergica, non è quello di produrre su grande scala, ma di creare tanti piccole aziende agricole che collaborano tra di loro per creare l’agricoltura naturale.

Il concetto è particolare: si cerca di riprodurre i rapporti biochimici intrinseci delle coltivazioni, sfruttandoli in maniera tale che si compensino tra loro. Praticamente avete presenti i diserbanti che eliminano le erbacce? Dimenticateli.

Con l’orto sinergico si lascia la natura al suo corso, non eliminandola, ma assecondandola.  Si cerca di creare delle relazioni tra ambiente e coltivazione, senza neppure zappare il terreno.

Questo perché la natura, se ben bilanciata, è in grado di generare la propria fertilità. Basta pensare al bosco. Ogni bosco è un equilibrio perfetto tra piante che si sopportano e si supportano, fino a  creare una sinergia ideale, che permette l’habitat che conosciamo bene.

Tutti i residui lasciati dalle varie piante sul terreno, possono essere utili alle piante vicine. Per questo con la agricoltura sinergica non si usano concimi, non si zappa il terreno, non si tolgono le erbacce. Si cerca invece di porre le piante in maniera tale che si proteggano a vicenda. Volete un esempio stupido? Le erbacce proteggono il fondo del terreno, lo mantengono umido e permettono, quando sufficientemente alte, di proteggere la pianta dagli invasori esterni. Ebbene sì, la natura ha un suo equilibrio e va assecondato.

I lombrichi che solitamente si eliminano dalle coltivazioni, sono nella coltivazione sinergica un enorme contributo, perché arano dolcemente il terreno senza smuoverlo troppo e permettendo la perfetta areazione delle radici. E che c’entra il risparmio energetico? C’entra eccome, c’entra sempre. Il terreno si alimenta da solo, si rende ancora più fertile e da frutti sani e dal sapore intenso, spendendo zero. E non è risparmio energetico questo?

Attraverso questo particolare metodo di coltivazione, infatti, la Terra riceve molto più di quello che ci prendiamo, in termini energetici. Infatti si promuovono i meccanismi di autofertilizzazione del suolo, che permettono al terreno di mantenersi sano e soprattutto, vivo.

 

Post By Francesca Oliva (91 Posts)

Web Writer Freelance che si sveglia al mattino con un solo pensiero: scrivere. Tra le tante collaborazioni, per eTerra si occupa di Ecologia e Risparmio energetico, due delle sue grandi passioni.

Website: →

Connect

Aspetta! Ti potrebbe anche interessare: