Da tempo ci preme sottolineare quanto sia fondamentale illuminare casa facendo particolare attenzione ai consumi in bolletta, e avere anche un occhio di riguardo per l’ambiente e soprattutto per il risparmio energetico. Nei giorni scorsi abbiamo potuto dire definitivamente addio alle classiche lampadine a incandescenza. Dallo scorso primo settembre infatti, non sarà più possibile trovarle in commercio.

In realtà però, le vecchie lampadine di potenza compresa tra i 25 e i 40 watt rimaste in commercio fino ad ora, andranno in pensione come è accaduto nel 2009 per quelle da 100 watt. I commercianti però potranno ancora vendere quelle che hanno in magazzino fino a esaurire le proprie scorte. Per ogni anno dal 2009 sono state ritirate dal commercio tutte le lampadine a incandescenza di potenza superiore ai 40 watt.

Si tratta di un divieto che arriva direttamente dall’Unione Europea e che riguarda quindi non solo i consumatori italiani, ma anche quelli di tutta Europa. L’obiettivo dell’Unione Europea è proprio quello di sensibilizzare i consumatori al risparmio energetico e far capire come, con la messa al bando di tali lampadine, ci siano grandi vantaggi anche per l’ambiente.

Le lampadine a incandescenza sono state presenti nelle nostre case per oltre cento anni. Il primo brevetto fu registrato da Thomas Edison nel 1879, anche se tale tipologia di lampadina era stata già inventata qualche anno prima.

Ma quanto risparmieranno le famiglie? Con la dismissione delle lampadine a incandescenza le bollette elettriche delle famiglie di tutta Europa registreranno un calo del 15 %, dato che si traduce in un risparmio pari a circa 50 euro su base annuale. Risparmio si quindi, ma non solo a livello economico.

Come detto infatti, a trarre vantaggio dal pensionamento della classica vecchia lampadina sarà anche l’ambiente.  Si avrà infatti una riduzione notevole delle emissioni di anidride carbonica.

Quali le alternative? Naturalmente le lampade a basso consumo che illuminano di più e nonostante abbiano un costo più elevato rispetto a quelle a incandescenza, durano maggiormente.

I consumatori europei potranno ora scegliere di illuminare casa soltanto con le lampadine a risparmio energetico a fluorescenza o CFL , i LED e le lampade alogene. In realtà a queste ultime dovremmo dire addio tra qualche anno: rientrano nella classe energetica C e saranno ritirate dal mercato a partire dal 2016.

Un addio che si è però portato dietro qualche polemica. Le nuove lampadine a fluorescenza, sebbene permettano un risparmio notevole di energia, presentano però qualche problematica in fase di smaltimento. Al loro interno infatti è presente una piccola quantità di mercurio, a causa del quale sono classificate come rifiuti speciali. Si potrà però ovviare a questo piccolo inconveniente, riconsegnandole una volta esauste nei punti vendita o nelle aree appositamente adibite alla raccolta.

Photo Credit: © Lampadina a incandescenza – webalice.it

Post By Angela (111 Posts)

Aspirante giornalista, scrive per passione praticamente da sempre. Sensibile alla tutela del consumatore, per eTerra si occupa di Risparmio Energetico

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