Utilizzare in modo corretto il gas all’interno delle nostre case è un aspetto da non sottovalutare. Ogni nostro comportamento infatti deve essere ponderato, al fine di evitare inutili sprechi di risorse economiche ed energetiche. Per questo quando si cucina o in alternativa si impiega  il riscaldamento domestico, è necessario adottare alcuni semplici accorgimenti, per impiegare al meglio questo elemento così fondamentale nella vita di tutti i giorni.

Al consumo di gas corrisponde sempre un costo che viene monetizzato in fattura, e grava quindi sulle nostre tasche e sul bilancio familiare. Non sempre però quando si riceve la bolletta del gas si ha chiaro il significato delle diverse voci qui indicate. Come abbiamo già avuto modo di sottolineare analizzando insieme la fattura elettrica, anche la bolletta del gas dal 2011 è stata oggetto di semplificazione. Un modo per renderla accessibile e soprattutto comprensibile a tutti.

Vediamo allora insieme le singole parti che compongono ogni fattura.

Troviamo innanzitutto una prima pagina nella quale sono indicate dall’azienda erogatrice del gas, tutte le informazioni fondamentali al fine di identificare ogni singola utenza e il suo intestatario (compaiono quindi di norma nominativo, indirizzo e codice fiscale del titolare). Ogni fornitura è poi identificata dal “Codice PdR o Punto di Riconsegna”, che indica proprio il punto di prelievo del gas. Ogni singolo contatore del gas, come avviene di regola anche per le altre utenze domestiche,  è dotato di un codice identificativo, associato alla singola utenza.

A questi dati si aggiungono anche degli indirizzi utili messi a disposizione dell’azienda, necessari al cliente per mettersi in contatto con essa in caso di guasti, semplici richieste di informazioni o reclami.

A metà della prima pagina compare poi di norma un box relativo all’importo da versare all’azienda e il periodo al quale si riferiscono i consumi. Sempre nella prima pagina ogni azienda indica anche la caratteristica dell’offerta applicata sulla singola utenza e l’ammontare dei consumi, utilizzando la dicitura “consumi stimati” qualora in mancanza di dati certi si faccia riferimento a dei consumi forfettari. Come ultimo elemento compare un quadro di sintesi nel quale sono indicate le singole voci di costo, spiegate nel dettaglio nelle altre pagine della fattura.

Nelle pagine successive compaiono poi i cd. servizi di vendita, ossia le attività che la singola azienda sostiene al fine di acquistare e commercializzare il gas. Questi costi sono stabiliti nel contratto di fornitura per quei clienti che hanno scelto di passare al mercato libero, chi invece è rimasto nel servizio di maggior tutela corrisponde un prezzo deciso ogni tre mesi dall’Autorità per l’energia e il gas. Si aggiungono poi i servizi di rete, e le singole imposte quali le accise, l’addizionale regionale e l’Iva.

L’ultima pagina della fattura è invece destinata alle eventuali comunicazioni al cliente da parte dell’azienda. Se poi si sceglie di regolarizzare le fatture con un versamento presso gli uffici postali, allora alla bolletta recapitata al singolo cliente sarà allegato anche il singolo bollettino postale.

Post By Angela (111 Posts)

Aspirante giornalista, scrive per passione praticamente da sempre. Sensibile alla tutela del consumatore, per eTerra si occupa di Risparmio Energetico

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